Cerca e trova immobili
Ticino
Delitto Cantoreggi: fu omicidio colposo
Foto CdT/ Chiara Zocchetti
Foto CdT/ Chiara Zocchetti
Redazione
5 anni fa
Il 35enne austriaco a processo per la morte di Matteo Cantoreggi, avvenuta nel dicembre 2019 alla Pensione La Santa di Viganello, è stato condannato a 4 anni e 3 mesi

L’uccisione di Matteo Cantoreggi il 17 dicembre del 2019 alla Pensione La Santa di Viganello fu un omicidio colposo per omissione. A deciderlo è stata la corte delle Assise criminali di Lugano, presieduta dal giudice Amos Pagnamenta, che ha condannato il 35enne austriaco che procurò la morte di Cantoreggi a 4 anni e tre mesi di reclusione. Oltre per omicidio colposo per omissione, l’imputato è stato condanna per lesioni semplici, omissione di soccorso, ripetuta infrazione alla Legge federale sugli stupefacenti e ripetuta contravvenzione alla Legge federale sugli stupefacenti.

La sera del delitto, il 35enne austriaco, dopo alcune liti avvenute nella settimana precedente, durante un alterco colpì con numerosi pugni al volto Cantoreggi. Con un altro uomo, un 43enne del Mendrisiotto nel frattempo deceduto, trasportò la vittima nella sua stanza e attese a lungo prima di chiamare i soccorsi.

La corte ha però escluso le ipotesi di assassinio e omicidio intenzionale. Secondo la corte l’aggressione non fu premeditata e non vi fu la volontà di uccidere. Anche il fatto che l’imputato e l’altro uomo presente, un 43enne del Mendrisiotto nel frattempo deceduto, non chiamarono subito i soccorsi, non sarebbe da addebitare al desiderio di fare del male, bensì al contesto e alle condizioni psico-fisiche dei protagonisti, ubriachi e sotto l’influsso di farmaci. Quando l’imputato chiamò l’ambulanza, si è convinta la corte, era genuinamente preoccupato.

Al 35enne, però, è imputabile una “negligenza cosciente”, ha spiegato Pagnamenta nel motivare la sentenza, sapeva che vi era il rischio che la vittima, priva di sensi e con un copioso sanguinamento al volto, soffocasse. L’uomo dovrà risarcire con 40mila franchi a testa la nonna e il padre della vittima e coprire le spese processuali.

La procuratrice pubblica Valentina Tuoni, lo ricordiamo, aveva chiesto una condanna a 17 anni per il reato di assassinio e l’espulsione dalla Svizzera per 15 anni. La difesa invece, l’avvocata Letizia Vezzoni, aveva chiesto la condanna per omicidio colposo per omissione.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata