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Ticino
Del Don: “Una Svizzera padrona del proprio futuro”
Redazione
16 anni fa
Ecco il discorso tenuto per il 1. d’agosto a Campo Blenio dal presidente UDC distr. Bellinzona Orlando del Don

Ecco il discorso tenuto per il 1. d’agosto a Campo Blenio dal presidente UDC distr. Bellinzona Orlando del Don. Vi proponiamo il testo integralmente. “Cinquant’anni fa, moriva Henri Guisan. Egli fu l’uomo del destino per la Svizzera. Tutti gli uomini e le donne del nostro Paese, e non solo, vedevano allora e vedono ancora in lui l’uomo che li aveva difesi dalla guerra e che aveva salvato la pace, l’indipendenza e la libertà. Tutti noi svizzeri oggi, come allora, nutriamo per lui un profondo e schietto sentimento di rispetto, riconoscenza, gratitudine e ammirazione per l’eccezionale servizio reso al Paese. Già quando ancora era in vita Guisan era ed incarnava ben più che il generale. Egli era custode e garante di una Svizzera profilata, intraprendente e coraggiosa, capace di andare incontro al suo destino. Una Svizzera cioè non disposta a compromessi quando si trattava di democrazia, indipendenza, libertà. Nemmeno nel momento in cui restò l’unico libero baluardo di democrazia in un’Europa delle dittature. Guisan fu il custode del caso particolare della Svizzera. Sono passati 50 anni dalla morte del generale e la Svizzera è sempre più al centro dell’interesse internazionale. O, meglio, il caso particolare della Svizzera, e che si sostanzia in uno stato di diritto affidabile, solido e giusto, in buone infrastrutture, valuta solida, attraente piazza di ricerca, eccellente formazione scolastica e professionale, un sistema fiscale non esoso e un’amministrazione rispettosa del cittadino, dei suoi diritti e della sua privacy. Tutte caratteristiche, queste, riconducibili a un fattore determinante: il rapporto che da noi esiste da sempre fra cittadini e stato, laddove sono i cittadini in Svizzera a detenere la sovranità, il potere supremo nell’ambito dello stato. Forse perché la nostra tradizione è diversa da quella degli altri stati europei, che in precedenza erano stati delle monarchie.Da noi infatti non è importante e prioritario il potere e il dominio sull’altro quanto invece importa la libertà, cioè il consentire ai cittadini di godere della massima libertà possibile, grazie al federalismo, alla democrazia diretta e al principio della milizia che limita e contiene in tal modo il potere dell’amministrazione pubblica e l’invasione da parte dello stato della sfera privata del cittadino.Questo è il caso particolare della Svizzera; i cittadini, tramite il federalismo, la democrazia diretta e il principio della milizia, controllano lo stato, e non il contrario. Grazie a Guisan siamo riusciti a preservare questo bene prezioso. Ed il suo sforzo fu tanto più generoso ed eroico in quanto egli dovette superare non poche opposizioni e resistenze sul piano politico. Questo è il motivo che lo rende attuale ed un esempio da seguire, ora più che mai!Negli ultimi anni infatti la Svizzera è stata sempre più al centro dell’interesse internazionale, fino a raggiungere recentemente livelli mai visti prima. Di volta in volta - e da più parti – amata e odiata, attaccata e difesa, desiderata e ripudiata, lodata e irrisa, imitata e ignorata, rispettata e osteggiata. Ma da quando la crisi economica e finanziaria globale di questi ultimi due anni hanno fatto del nostro paese un capro espiatorio si è cominciato a capire la reale portata della posta in gioco. Questa nostra piccola isola di libertà, democrazia, indipendenza ed intraprendenza ha saputo affrontare e superare in modo brillante la crisi globale in atto – e ciò malgrado i gravi problemi della sua maggiore banca e le pesanti ripercussioni della recessione e delle pressioni internazionali.Addirittura la Svizzera ne esce ora rafforzata. Ma la nostra democrazia è ora in pericolo, sotto la continua ed incalzante pressione internazionale.Le piccole democrazie come la Svizzera rischiano infatti di essere fagocitate e annientate da forze soverchianti e fameliche che non guardano in faccia nessuno e non rispettano il diritto dei popoli. Gli interessi in gioco sembrano infatti prevalere sul d

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