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Ticino
Del Don: "Erano lavori urgenti"
Redazione
15 anni fa
Due ditte italiane al lavoro (senza la regolare notifica) nella clinica del deputato UDC. Ma perchè ditte italiane e non ticinesi?

Lo scorso 5 gennaio un ispettore dell’Associazione interprofessionale di controllo ha eseguito un controllo presso la clinica di giorno “Indipendenza” di Orlando Del Don, granconsigliere UDC e già presidente del distretto UDC di Bellinzona e Tre Valli e già vicepresidente cantonale del partito. L’AIC, che agisce su mandato delle 17 commissioni paritetiche cantonali, ha rilevato che all’interno della clinica stessero lavorando due ditte italiane sprovviste della regolare notifica. Lo riferisce La Regione. Le ditte in questione sarebbero la Intermontaggi Srl di Desio, attiva nella posa e montaggio di pareti divisorie e della DMG Elettrica Snc di Como, attiva negli impianti elettrici, telematici e di telefonia.Le due ditte avrebbero dovuto notificare la loro presenza, cosa che non è stata fatta. Spetta infatti a loro, e non al committente, annunciarsi alle autorità. Una situazione che avrebbe potuto mettere in imbarazzo Del Don, appartenente ad un partito che spesso denuncia questo stato di cose. Dal canto suo Orlando Del Don ha replicato tramite una lettera all’AIC, con la quale denuncia, citiamo, “questa forma di attacco, insinuazione, giudizio e pregiudizio indirettamente sferratto alla mia persona e alla mia attività professionale, sociale e politica”.Inoltre il deputato UDC si dice “contrariato per non dire scandalizzato ed esasperato dalle modalità con le quali è stato preparato, condotto e attuato questo controllo ispettivo”.Ma non basta. Del Don ritiene che l’agire dell’ispettore sia stato “a dir poco inquisitorio, accusatorio, intimidatorio nei confronti della mia collaboratrice e delle persone presenti all’ispezione”. Del Don continua sottolineando “l’assoluta trasparenza, onestà, bontà e liceità del nostro procedere/agire”.Ma la lettera accusa anche i modi che l’ispettore avrebbe usato e che, secondo Del Don avrebbe “addirittura espresso un giudizio di colpevolezza ancor prima di aver tutti gli elementi per poterlo emettere con cognizione di causa” nonostante la sua collaboratrice avrebbe fornito, secondo quanto scritto da Del Don, tutte le spiegazioni del caso in modo “esaustivo e completo”.Ma perché i lavori sono stati affidati a ditte italiane anziché ticinesi? A questa domanda il deputato UDC si è giustificato dicendo che: "Erano lavori urgenti e le ditte ticinesi in quel periodo erano chiuse".MM

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