
Nei postriboli ticinesi i gerenti ora esigono la conoscenza delle elementari norme di primo soccorso. Ma non solo. In alcuni casi, dopo i recenti malori, si spingono oltre e stanno pensando di installare dei defibrillatori nei locali. Il personale di servizio, scrive il Corriere del Ticino, deve quindi essere adeguatamente formato per prestare le prime cure a clienti o ragazze che accusano diversi malori. Nel frattempo nei locali a luci rosse stanno arrivando prostitute dalla vicina Italia. Sono solitamente casalinghe o impiegate trentenni, anche sposate, che a causa della crisi economica si fermano tre, quattro giorni in Ticino ed esercitano la prostituzione. “Attualmente – dichiara il gestore di un locale del Luganese – sulla quarantina di ragazze presenti, vi sono soltanto due brasiliane”.
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