Cerca e trova immobili
Ticino
Decreto Morisoli, l’allarme del sociosanitario
Thomas Schürch
4 anni fa
Il timore è che le fasce più fragili della popolazione possano essere toccate dagli eventuali tagli alla spesa

Il mondo sociosanitario lancia l’allarme. In molti non sembrano proprio credere a quello che i sostenitori del decreto Morisoli vanno ripetendo da settimane, e cioè che le fasce più fragili della popolazione non saranno toccate da tagli alla spesa. Il 15 maggio, come è noto, i ticinesi si esprimeranno su un testo che propone il pareggio di bilancio del cantone entro il 2025 agendo prioritariamente sulla spesa. In sintesi, limando le uscite. Disabili, malati, bambini e anziani, dicono in coro gli addetti al settore, ne subiranno le conseguenze.

La terza età...
I grandi anziani sono in costante aumento e quindi per mantenere la spesa al livello attuale, o si tagliano risorse, o si diminuisce la qualità del servizio, come spiega a Ticinonews Fabrizio Greco, direttore della casa anziani “Melograno”. “La qualità nelle case per anziani è data dal personale: non è immaginabile avere qualità e pensare un domani di avere meno personale”. Inoltre, “bisogna considerare che si è parlato moltissimo dell’importanza di dare delle opportunità di lavoro ai residenti e di dare delle possibilità di carriera per questo mondo sociosanitario che è bellissimo. Ma è necessario fornire anche delle condizioni di lavoro adeguate”.

...le persone con disabilità...
La preoccupazione serpeggia anche tra il personale attivo nella presa a carico di persone disabili. “È probabilmente in discussione lo sviluppo, anche solo quantitativo dell’offerta, e dunque, magari, la possibilità di dare a tutti una risposta in futuro. Oppure, di dover modificare la qualità della prestazione per poter dare a tutti un servizio adeguato”, afferma il direttore di Inclusione Andicap Marzio Proietti.

...e i bambini
Ci sono poi i bambini: secondo la direttrice dell’asilo nido Multispazio Eccolo Myriam Pagani, occorre una presenza capillare a prezzi accessibili di strutture di accoglienza, in modo da favorire la conciliabilità lavoro- famiglia. Un contenimento tout court della spesa metterebbe tutto ciò a rischio. “Siamo arrivati a firmare il contratto collettivo per il benessere di tutto il settore e rischiamo di dover tornare indietro”, dice Pagani. “L’altra possibilità, ma anche questa non felice, è quella di dover aumentare le rette nei confronti delle famiglie che ci affidano i loro bambini”.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata