
È sfociata in un decreto d'accusa per omicidio colposo a carico di una 28enne eritrea, l'inchiesta sull'annegamento di un bambino di 10 anni nella piscina del California Acquapark di Balerna, avvenuto il 27 ottobre 2013.
Quel pomeriggio, ricordiamo, il bambino si era recato a Balerna con dei vicini di casa. Il bagnino gli aveva infilato i braccioli e lui si era tuffato nella vasca per adulti. Poi si era tolto i braccioli e si era spostato nella vasca per bambini. In seguito si era rituffato nella vasca grande, senza braccioli, dove fu vittima di un collasso che lo portò all'arresto cardiaco. Venne subito soccorso e trasportato prima all'Ospedale Beata Vergine di Mendrisio poi al Kinderspital di Lucerna, ma per lui non ci fu nulla da fare.
Secondo la Procura quella tragedia poteva essere evitata. Già nel settembre scorso il procuratore pubblico Andrea Gianini aveva prefigurato la promozione dell'accusa di omicidio colposo ad una donna eritrea, cui veniva rimproverata "una fatale disattenzione", chiedendo invece l'abbandono del procedimento penale nei confronti del bagnino e di un'altra cittadina africana che faceva parte della comitiva proveniente dal Locarnese.
Settimana scorsa, riferisce la RSI, l'inchiesta è sfociata in un decreto d'accusa per omicidio colposo a carico della donna eritrea che aveva ricevuto in custodia il bambino. Per lei la Procura propone una pena pecuniaria sospesa e una multa.
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