
Cacciava fuori stagione e con fucili fuorilegge. Oltretutto nell’arsenale che i guardiacaccia gli avevano sequestrato nell’agosto dello scorso anno, durante un’operazione anti-bracconaggio, c’era anche un Kalašnikov, con le relative munizioni. Un'arma da guerra diffusa in tutto il mondo. Un mitragliatore automatico assolutamente proibito per cacciare, ma pure semplicemente possedere. Nei confronti del bracconiere, un cacciatore della Leventina, il procuratore pubblico Mario Branda ha firmato nei giorni scorsi un decreto d’accusa per i reati di infrazione alle legge federale sulla caccia e alla legge federale sulle armi. Branda ha proposto una pena pecuniaria di 90 aliquote da 60 franchi sospesa condizionalmente, una multa di 2 mila franchi, 8’900 franchi di risarcimento al Cantone, soldi che andranno nel fondo di ripopolamento della selvaggina e, infine, il ritiro per 5 anni della patente di caccia. Non si tratta però di un caso isolato. Nell’arco degli ultimi 12 mesi sono stati 15 i bracconieri per i quali la Magistratura ha firmato un decreto d’accusa. La maggior parte delle volte per aver abbattuto degli animali fuori stagione e utilizzando delle armi non consentite dalla legge, fucili con il calcio pieghevole, muniti di silenziatore o di visori notturni. [email protected]
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