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Politica
De Rosa si prenderà il DECS?
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
Redazione
3 anni fa
Si fanno sempre più insistenti le voci di un possibile arrocco tra Dipartimenti durante la seduta odierna del Consiglio di Stato. Sul tavolo anche la questione delle elezioni supplettive per il Consiglio degli Stati per trovare il sostituto di Carobbio Guscetti ora che è stata eletta a Bellinzona.

Giornata importante per il Consiglio di Stato ticinese. Oggi si tiene la cerimonia di insediamento per la legislatura 2023-2027 e i cinque ministri dovranno già prendere decisioni significative. Prima fra tutti l'attribuzione dei Dipartimenti.

Arrocco tra DSS e DECS?

Stando a voci sempre più insistenti Raffaele De Rosa, direttore del Dipartimento della sanità e socialità, starebbe valutando un arrocco con il Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport (DECS) dopo la partenza del socialista Manuele Bertoli. Il Corriere del Ticino parla di telefonate perlustrative, soprattutto con il mondo della scuola, ma anche con diversi consiglieri, politici e non. D’altronde, i presupposti per un cambiamento ci sono. In base al regolamento, il consigliere di Stato più anziano nella carica ha il diritto di opzione nel caso di un Dipartimento vacante. E De Rosa non ha mai escluso la possibilità di un cambio nella guida. Del resto, Marina Carobbio Guscetti, ultima a entrare in Governo e di professione medico, il dossier sanità lo conosce molto bene. Sapremo dunque oggi se ci sarà un rimpasto nella stanza dei bottoni.

Elezioni suppletive o no?

Oltre all’attribuzione dei Dipartimenti, il Governo dovrà decidere come sbrogliare la matassa delle elezioni suppletive per il Consiglio degli Stati, ora che Marina Carobbio è stata eletta a Bellinzona. Il problema risiede soprattutto nella tempistica, particolarmente stretta da qui alle elezioni federali, previste per il 22 ottobre. I ministri dovranno scegliere se mantenere il seggio vacante fino alle elezioni di ottobre, oppure se convocare i ticinesi alle urne a ridosso dell’estate (in base alla legge non si possono tenere elezioni a luglio e agosto). Un problema non di semplice soluzione. La bassa partecipazione alle elezioni del 2 aprile non fa presagire numeri da capogiro in caso di un nuovo appuntamento alle urne. Ma una mancata convocazione potrebbe essere letta come una nuova manovra di Palazzo.