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Ticino
De Rosa: “Forse Berset aveva la coscienza sporca”
Foto © CdT/ Chiara Zocchetti
Foto © CdT/ Chiara Zocchetti
Marco Jäggli
6 anni fa
Il Consigliere di Stato spiega perché ritiene ingiustificato l’aumento dei premi relativi al Ticino. E su Berset: “Questa volta non ci ha avvisato prima”

Ulteriore mazzata per il Ticino: i premi di cassa malattia per il 2021 vedranno una crescita dell’2,1%, percentuale quattro volte superiore a quella nazionale. Dopo l’annuncio di oggi da parte dell’UFSP il responsabile del DECS Raffaele De Rosa ha difeso il suo operato e quello del Governo, ritenendo ingiustificato un tale aumento dei premi di fronte a un calo consistente (si parla del 5,5%) delle spese mediche cantonali nella prima metà dell’anno. Il Consigliere di Stato si è spiegato ulteriormente ai microfoni di Teleticino, spiegando a quali contromisure sta pensando il Cantone.

Cosa dice ai ticinesi che oggi comprensibilmente sono parecchio arrabbiati?
“È come dice lei, c’è un sentimento di frustrazione e di rabbia. Stavamo seguendo da diverso tempo l’evoluzione della situazione e stiamo uscendo da una situazione di crisi sanitaria acuta dovuta alla pandemia e vedendo anche le stime per l’evoluzione dei costi per l’anno in corso, con gli stessi assicuratori che ci comunicano che dovrebbe esserci una diminuzione lieve dei costi per il 2020 avevamo richiesto all’UFSP di non intraprendere aumenti di premio per il 2021 a fronte dei dati in Ticino che prevedono una diminuzione del 5,5% per l’anno in corso. Su queste basi e sulla base anche del fatto che le riserve degli assicuratori sono ulteriormente cresciute superando gli 11 miliardi, 1,7 in più rispetto all’anno precedente, avevamo chiesto di non procedere con aumenti di premio per il nostro cantone”

Una richiesta rimasta però lettera morta... c’è però margine di manovra per far sì che non ci siano più questi aumenti, difficilmente sostenibili per la popolazione?
“Questa notizia ci ha toccati doppiamente e la riteniamo veramente ingiusta per i motivi elencati. Quando ho parlato di ‘schiaffo’ per il Ticino e i ticinesi questo è perché abbiamo anche appreso che l’UFSP non solo non ha raccolto la richiesta ma ha fatto l’opposto”.

Se Berna non cambierà le cose cosa farà il Cantone? Basteranno questi aumenti di sussidi per far fronte al futuro?
“Negli scorsi mesi abbiano approvato una riforma sociale che prevede circa 10,5 milioni di aiuti ai cittadini, cui vanno aggiunti 5 milioni dell’anno precedente. In più ribadiamo che l’anno scorso abbiamo inoltrato tre iniziative cantonali per andare a modificare la legge, in primis dando più voce in capitolo ai cantoni nella definizione dei premi. In secondo luogo, creando un automatismo di diminuzione delle riserve ai cittadini che hanno pagato premi in eccesso e limitandole al 150% del limite normativo, infine praticando un automatismo affinché premi e costi procedano di pari passo, con una diminuzione automatica dei premi quando questi superano i costi”.

Lei dice di essere in possesso di dati che dimostrano che in Ticino non doveva esserci un aumento. Da Berna quindi ci prendono in giro?
“I dati sono pubblici, si possono consultare sul sito dell’UFSP e mostrano che nei primi due trimestri per il Ticino c’è una riduzione dei costi del 5,5%. Non mi permetto di dire che ci stanno prendendo in giro perché non posso crederlo, noi abbiamo motivato la nostra richiesta cercando di far capire la situazione attuale del Cantone che è stato uno dei più toccati sia dalla pandemia che dalla crisi economica. Inoltre, già quest’anno paghiamo un aumento dei premi del 2,5% di fronte a un’evoluzione dei costi che dovrebbe dimostrarsi negativa per il 2020. Il ritorno alla normalità nel sanitario sarà un ritorno lento, quindi riteniamo che la nostra argomentazione sia giustificata e siamo molto delusi”.

Ma a questo punto non sarebbe il caso di rivedere l’offerta ospedaliera, visto che è uno dei pochi campi dove il Cantone ha ancora voce in capitolo?
“Il Cantone ha un margine di manovra limitato rispetto all’intero settore. Ci siamo dotati di una legge per poter approvare gli investimenti in attrezzature particolarmente costose e complesse, inoltre come ho riferito già oggi e in parlamento, già diversi mesi fa abbiamo chiesto uno studio alla Direzione sanitaria del Canton Zurigo per il calcolo del fabbisogno per il nostro settore ospedaliero, i cui risultati sono attesi la prossima primavera”.

Secondo lei di chi è la colpa maggiore di questo aumento?
“Credo non sia giusto parlare di colpa, dobbiamo tutti responsabilizzarci in un sistema così complesso. Tra l’altro, ho già avuto modo di ribadirlo, sotto la cupola di palazzo sono in gioco anche potentissime lobby che faranno di tutto per non far approvare le tre iniziative proposte dal Canton Ticino ma penso sia fondamentale riuscire a trovare un’intesa tra tutti, a partire da noi cittadini, consumatori e pazienti che usufruiamo del sistema sanitario passando agli ospedali, ai medici, le case farmaceutiche, eccetera. Penso bisogna agire in tutti questi settori in maniera proporzionata”.

Si è sentito al telefono con Berset?
“No non ci siamo sentiti al telefono, l’anno scorso ci aveva chiamati per darci la notizia mentre questa volta no, forse perché aveva la coscienza sporca”

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