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Ticino
"Davvero con l'Italia va tutto bene?"
"Davvero con l'Italia va tutto bene?"
"Davvero con l'Italia va tutto bene?"
Redazione
9 anni fa
Dopo l'incontro tra Schneider-Ammann e Calenda, Quadri interpella il Consiglio federale. "Il Ticino è in difficoltà"

L'incontro avvenuto settimana scorsa a Roma tra il consigliere federale Johann Schneider-Ammann e il ministero italiano Carlo Calenda, durante il quale si è parlato della ratifica dell'accordo fiscale tra Svizzera e Italia, ha dato adito a un'interpellanza del consigliere nazionale leghista Lorenzo Quadri, il quale chiede al Consiglio federale "se crede davvero che con l’Italia vada tutto bene".

"Nei giorni scorsi il consigliere federale Schneider Ammann, dopo un incontro col ministro italiano Carlo Calenda, ha assicurato nel giro di pochi mesi la ratifica dell’accordo sulla fiscalità dei frontalieri con l’Italia" scrive Quadri. "Non solo l’affermazione appare assai poco credibile, essendo ormai oltre tre anni che ora l’uno ora l’altro/a consigliere/a federale parlano di conclusione imminente di questa annosa vertenza, ma solleva dei dubbi a proposito della consapevolezza del CF, come gremio governativo, dei problemi esistenti nei rapporti con l’Italia."

"Non solo l’Italia non ha evidentemente alcuna intenzione di concludere l’accordo sulla fiscalità dei frontalieri, e men che meno in prossimità delle elezioni, ma sussistono anche importanti difficoltà in relazione alla possibilità degli operatori finanziari svizzeri (nel concreto: ticinesi) di accedere al mercato italiano" prosegue il consigliere nazionale leghista. "Malgrado ciò sia contemplato nella road map."

"La pretesa (decisione parlamentare) di porre quale condizione all’accesso al mercato finanziario italiano l’apertura di una filiale nel Belpaese, avrebbe quale conseguenza la migrazione di un importante numero di posti di lavoro dal Ticino alla vicina Penisola, con pesanti ripercussioni occupazionali negative sulla piazza ticinese; che è pur sempre la terza della Svizzera. Un aspetto che il CF non può permettersi di ignorare o di sottovalutare" scrive ancora Quadri nella sua interpellanza. "L’impressione è che il Consiglio federale non sia consapevole che i rapporti con l’Italia rimangono altamente problematici in quanto la controparte non intende rispettare gli accordi presi con la Svizzera e cerca pretesti per non farlo. A pagare il prezzo di questa situazione è il Ticino."

Quadri pone quindi le seguenti domande:

"Il Consiglio federale è davvero convinto che nelle relazioni con l’Italia vada tutto bene?"

"Quali misure di pressione intende mettere in atto il CF per far sì che l’Italia ottemperi agli impegni presi?"

"E’ intenzione del CF fare delle relazioni con l’Italia un tema della sua politica?"

"Oppure il Ticino - e la piazza finanziaria ticinese, malgrado sia la terza della Svizzera – sono considerati sacrificabili nell’ottica di non meglio definiti interessi superiori?"

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