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Davesco, un dramma di origine antropica
Davesco, un dramma di origine antropica
Davesco, un dramma di origine antropica
Redazione
7 anni fa
La geologa Lorenza Re ripercorre i momenti drammatici del 16 novembre 2014: "Avevo il cuore a mille, temevo che qualcosa mi arrivasse addosso"

Sono passati cinque anni da quando la palazzina di via Ponte di Valle a Davesco si è sgretolata al suolo, travolta da 1'500 metri cubi di detriti. Un passato dal bilancio drammatico – un ferito grave, due vite spezzate – di cui restano ben pochi frammenti materiali; tutto conservato nell’animo di chi l’ha vissuto.

"Ricordo che la Polizia ci chiamò alle 2 di notte e quando arrivammo lo scenario era la distruzione totale" racconta la geologa cantonale Lorenza Re ai microfoni di TeleTicino. "Era buio, pioveva ancora, io e il collega Giorgio Valenti salimmo con le torce per cercare di capire cos’era successo e garantire la sicurezza dei soccorritori. Io avevo il cuore a mille, avevo paura che qualcosa mi arrivasse addosso, non sapevamo cos’avremmo trovato".

L’origine del disastro fu subito chiara: nessuna causa naturale, ma un muro di sostegno ceduto, con tutto il terreno sottostante. Un manufatto già a rischio e segnato dalle piogge, che in quel novembre 2014 imperversarono intense per 16 giorni filati. Quell’anno il Cantone censì 110 dissesti, più della metà di origine antropica.

"Si è parlato di mala edilizia all’epoca ed è vero" rammenta ancora la geologa Re. "Purtroppo, durante importanti lavori edilizi che ci sono tutt’ora in zone ripide che comportano scavo, con costi di materiale, si preferisce tenere il materiale sul posto piuttosto che metterlo in totale sicurezza. È cambiato poco da questo punto di vista. La speranza è riposta nella nuova legge edilizia, in cui abbiamo introdotto tutta una serie di parametri quando si fanno scavi importanti per sensibilizzare i progettisti e i proprietari".

A dover sostenere le spese di sgombero e monitoraggio nel caso di Davesco fu proprio il proprietario, nel frattempo deceduto. Ora la zona, dove sono presenti varie aziende, è tornata ad essere sicura. Ma a che prezzo, non solo dal punto di vista del denaro. "Il ricordo più forte che ho sono le macerie, gli effetti personali, in particolare dei bambini, le bambole, le matite" racconta il geologo Urs Luechinger

Tutti i dettagli nel servizio di TeleTicino 

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