
La coltivazione di canapa light che l'imprenditore del settore Sergio Regazzoni (presidente dell'Associazione cannabis ricreativa Ticino) vorrebbe realizzare in un terreno agricolo al confine con la zona residenziale di Davesco-Soragno, con un deposito per il raccolto all'interno del nucleo, ha già creato malumori nel quartiere e in Municipio (il municipale Angelo Jelmini si è espresso sulle colonne del Corriere del Ticino di martedì).
Sempre martedì si è tenuto un incontro fra le parti coinvolte. Il Municipio dovrà a breve scrivere le proprie osservazioni alla notifica, la cui approvazione spetta però al Cantone. L'intenzione è di chiedere d'impegnarsi per modificare la legge inserendo delle "zone di rispetto" che garantiscano una certa distanza fra canapa e case.
Intanto Regazzoni, che possiede altre piantagioni in Malcantone replica alle critiche. "Innanzitutto non capisco perché il municipale Jelmini parla di sicurezza e di traffico: sul piano di Magadino ci sono coltivazioni aperte che non provocano nessun problema di vandalismi o furti. Per quanto riguarda l'aumento di traffico: il terreno di Davesco è servito solo da una strada agricola".
Secondo Regazzoni, però, il vero problema è a monte. "Ci sono appezzamenti a destinazione agricola rimasti nelle zone residenziali. La politica dovrebbe agire in modo da eliminarli e compensarli altrove, così non si creano attriti e difficoltà di convivenza fra attività diverse".
Ad esprimere preoccupazioni, in qualità di portavoce degli abitanti della zona, è Urs Luechinger, consigliere comunale PLR a Lugano, che ha evidenziato che ci sono persone che in conseguenza agli odori causati dalle piantagioni di marijuana stanno male accusando nausea, vomito e capogiri.
Maggiori dettagli nell'edizione odierna del Corriere del Ticino
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