
Dopo il dolore, la ricostruzione. Si è appena conclusa la conferenza stampa indetta d'urgenza dopo la tragedia occorsa nella notte a Davesco, dove due donne hanno perso la vita e un terzo uomo è rimasto seriamente ferito.
Ed è proprio sul 44enne italiano che arrivano le peggiori notizie: a dispetto di quanto affermato in mattinata, la Croce Verde ha fatto sapere che l'uomo è ancora potenzialmente in pericolo di vita. Il cittadino italiano, è inoltre emerso, sarebbe il compagno di una delle due vittime.
Il geologo: "Non si tratta esattamente di una frana"
Urs Lüchinger, geologo incaricato di far luce sull'accaduto dopo che i geologi cantonali si sono occupati della fase urgente, ha spiegato che alla base dello scoscendimento "vi è il cedimento di un manufatto murario, indotto dalle precipitazioni importanti di questi giorni, che ha spinto a valle il materiale di vario tipo retrostante, stimabile tra i 500 e i 1'000 metri cubi, travolgendo la palazzina di tre piani". "A differenza di Bombinasco in questo caso sulla previdibilità dell'evento ci sarà da discutere e valutare" ha poi aggiunto Lüchinger.
Borradori: "Stiamo monitorando le zone a rischio, quella di Davesco non lo era"
Alla conferenza stampa era presente anche il sindaco di Lugano Marco Borradori che, dopo aver espresso il cordoglio della città a famigliari e vittime, ha passato in rassegna l'intervento in forze dei servizi cittadini (polizia e pompieri). "Sono già parecchi giorni - ha spiegato Borradori - che monitoriamo le situazioni più a rischio, il territorio di Lugano è molto vasto ed è impensabile controllare tutto, ci concentriamo pertanto sulle zone a rischio. Quella dove è avvenuto il dramma di questa notte non era considerata tale."
Il sindaco, sollecitato, ha inoltre spiegato che la zona colpita è di carattere artigianale-commerciale, ma che l'abitazione aveva tutte le carte in regola e che gli ultimi permessi risalgono al 2010. Nessuna polemica dunque, anche se un'inchiesta è stata aperta dal Ministero pubblico per far luce sull'accaduto. Inchiesta coordinata dal procuratore pubblico Nicola Respini.
Durante l'incontro con la stampa sono stati inoltre illustrati nel dettaglio gli interventi e le operazioni di salvataggio, che si sono concluse alle 14.
Gli interventi
Polizia e pompieri hanno spiegato di avere ricevuto un primo allarme alle 2.40 nella notte di sabato, che segnalava una frana sulla strada. Arrivati sul posto i soccorritori si sono subito resi conto della gravità della situazione, e in breve tempo è stato dispiegato un impressionante dispositivo, che ha coinvolto anche la Croce Verde, la Protezione civile e l’unità cinofila Redog e ha visto all’opera 140 uomini (fino a 90 contemporaneamente).
Ed è proprio grazie ai cani, presenti ben 6 unità a causa anche di un precedente intervento nella serata di ieri, che è stato possibile identificare i feriti e le vittime. E sempre grazie alle unità cinofile è stato possibile stabilire, alle 13.30, l’assenza di altre vittime o feriti.
La Polizia aveva inizialmente stabilito a 9 le potenziali persone presenti nell'edificio al momento del crollo, cifra poi ridimensionata a 7 in quanto due degli abitanti erano assenti, uno in Romandia, mentre il secondo si è presentato spontaneamente sul luogo.
La protezione civile ha inoltre comunicato che una famiglia residente nei dintorni dell'abitazione è stata preventivamente evacuata.
Dalle 14 sono in corso le operazioni di messa in sicurezza e di sgombero sulla strada di Ponte di Valle.
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