
Era il 21 maggio e il Ticino segnava doppia cifra. Da quel giorno fino a ieri – mercoledì 19 agosto – non era più successo. Sono stati 10, infatti, i casi registrati nel Cantone ma secondo il Medico cantonale Giorgio Merlani – raggiunto dai colleghi di Radio3i e Teleticino – “i dati sono piuttosto stabili”.
A livello epidemiologico il Ticino oggi è un po’ un’eccezione in Svizzera e nel resto d’Europa. “È la dimostrazione che le misure sanitarie servono, i numeri che abbiamo registrato nelle ultime settimane sono soprattutto casi importati dall’estero. Ieri su dieci casi, 9 erano importati”, spiega Merlani. E specifica: “Sono giovani che si sono contagiati all’estero in vacanza nell’ambito della movida ma questo non ha portato poi a grandi focolai perché non si sono verificate ulteriori grandi diffusioni. È un dato positivo”.
La malattia quindi sembrerebbe circolare meno in Ticino. “Non è incontrollata ed è la prova che le misure funzionano”. Misure che, però, fanno continuamente discutere. Dalle mascherine, al divieto di assembramenti, al via libera per le grandi manifestazioni: c’è chi le giudica ponderate e chi eccessive. “I numeri bassi permettono di valutare attentamente le misure e capire quali possono essere allentate. Le cifre sono basse proprio perché facciamo attenzione ma bisogna tenere alta la guardia”, ribadisce il Medico cantonale. Agosto sta per finire e settembre è alle porte. Questo vuol dire molte cose tra cui rientri dalle vacanze per molte famiglie e nuovo anno scolastico pronto a partire. Eventi che un po’ preoccupano Giorgio Merlani. “Cerchiamo di seguire la questione e sensibilizzare le persone e non essere spavaldi. Mettersi in quarantena è importante se si rientra da Paesi a rischio”, ha chiarito. “Ad oggi sono 636 le persone che si sono annunciate, io lo prendo come un segnale di serietà”. E conclude: “Se ci si comporta in modo irresponsabile la tempesta perfetta è organizzata. Non rispettare la quarantena è un reato penale”.
Per l’autunno e quindi l’arrivo dei malanni stagionali Merlani spiega: “Ci preoccupa sotto il profilo diagnostico. I primi sintomi porteranno angoscia: si dovrà fare lo striscio e stare in quarantena fino al momento della controprova”. La ricetta sarebbe chiaramente quella di avere un vaccino per tutti. “Prima o poi arriverà, ma non so quanto tempo dobbiamo aspettare”, ha ribadito Merlani. “Siamo tutti impazienti e una cosa è certa: il vaccino non arriva se non è sicuro e non inietteremo niente a nessuno prima di non essere sicuri dell’efficacia”. Per quanto, invece, riguarda il vaccino antinfluenzale Merlani lo consiglia “alle persone a rischio, anche se sono bambini o giovani e agli over65”.
È stato pubblicato oggi un nuovo studio dei ricercatori del Massachusetts General Hospital - che sembra essere il più completo in ambito pediatrico - che dimostra come i bambini possano avere una carica virale molto alta. “Sarebbe una novita”, dichiara il Medico. “Abbiamo molti studi su base epidemiologica che vanno esattamente nell’altra direzione, cercheremo di capire”. Di seguito l’intervista di Teleticino completa sul tema dei bambini.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

