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Ticino
"Date il passaporto al kosovaro"
Redazione
13 anni fa
Il Tram ha sconfessato Governo e Consiglio comunale di Claro in merito alla concessione dell'attinenza comunale a un operaio 40enne

Ha già divorziato due volte e non è abbonato a un quotidiano ticinese. Motivi sufficienti, per il Consiglio comunale di Claro, per negare l'attinenza comunale, e quindi il passaporto elvetico, a un 40enne kosovaro residente in Ticino dal 1995.

La sua posizione, il Consiglio comunale di Claro, l'ha ribadita a tre riprese dal 2008 a oggi, respingendo ogni volta la richiesta del 40enne. Anche il Consiglio di Stato aveva sostenuto questa decisione, sottolineando nella sua sentenza come l'uomo non partecipasse "alla vita sociale del paese".

Ma ora è giunta la sentenza che sconfessa tutti i pareri finora espressi. L'uomo, patrocinato dall'avvocato Mario Branda, ha infatti ottenuto ragione presso il Tribunale cantonale amministrativo, per cui potrà diventare svizzero. La corte composta dai giudici Matteo Cassina, Stefano Bernasconi e Giovan Maria Tattarletti ha concluso che, se non a Claro, almeno nel resto della Riviera il 40enne è ben integrato.

Il 40enne, infatti, parla l'italiano, ha un regolare lavoro, non ha debiti, partecipa come volontario all'organizzazione di Piazza Blues a Bellinzona ed è pure attivo a livello sindacale. E se non è abbonato a un quotidiano ticinese, ciò non impedisce che egli possa informarsi anche tramite internet.

Tutti motivi che hanno indotto il Tram a ribaltare la sentenza del Governo. Ora ci sarebbe spazio ancora per un ricorso al Tribunale federale. Ma dopo la decisione del Tram tutto lascia intendere che il 40enne kosovaro potrà finalmente, dopo sei anni di attesa e tre rifiuti, ottenere il suo agognato passaporto rossocrociato.

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