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Ticino
Daro: la pausa dopo la confessione
Redazione
13 anni fa
Dopo il colpo di scena di ieri pomeriggio, un impegno improvviso della Corte rimanda il processo a lunedì

Giornata di pausa, oggi, per il processo in appello sul delitto di Daro. A causa di un impegno improvviso della Corte, gli interrogatori del 18enne serbo riprenderanno solo lunedì.C'è quindi un po' più di tempo per assimilare il colpo di scena verificatosi ieri pomeriggio. Messo sotto pressione dall'avvocato Mario Branda, patrocinatore dei familiari di Arno Garatti, il 46enne ucciso a colpi d'ascia e di coltello, il giovane ha infine svuotato il sacco. "Mi vorrei scusare con la Corte e i presenti per le cose che ho detto finora" ha affermato ieri in aula il 18enne serbo. "È stata mia madre a chiedermi di trovare qualcuno che uccidesse suo marito. È questa la verità. Ho deciso di dirlo perché voglio che la famiglia del mio patrigno sappia perché è morto. D'ora in poi risponderò con la massima sincerità alle domande che mi porrete."Sembrava che il processo in appello dovesse rivelarsi solo una formalità e invece ora la situazione cambia radicalmente. La madre del 18enne, come noto, si trova in Serbia, dove si è recata in seguito all'assoluzione nel primo processo. Giudicata in contumacia, molto difficilmente farà ritorno nel nostro Paese."Io avevo detto a mia mamma che ci sarebbero stati degli italiani disposti a ucciderlo, ma poi avevo deciso di farlo io perché era una questione di famiglia" ha aggiunto il giovane, che un paio d'ore dopo aver ucciso Arno inviò un SMS alla madre, che si trovava in vacanza in Serbia, per comunicarle che, sì, gli italiani avevano svolto il loro compito. "Se le avessi detto che lo avrei fatto io, non me lo avrebbe permesso."

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