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Ticino
Daro: chiesto l'ergastolo
Redazione
14 anni fa
L’accusa ha chiesto alla Corte, presieduta dal giudice Claudio Zali, l’ergastolo per la vedova Mitra Djordjevic e per Mario Paiva

“La pena non può essere che l’ergastolo”. La procuratrice pubblica Marisa Alfier non ha dubbi: la 49enne serba accusata di aver spinto il proprio figlio, allora minorenne, ad ammazzare a colpi di ascia il patrigno Arno Garatti, deve passare molto tempo senza vedere il cielo. E le lacrime che solo ieri Mitra Djordjevic aveva versato in aula, sembrano ormai nulla più di un ricordo. È tornata ad essere impassibile, a sostenere ogni sguardo. Non ha abbassato il capo neppure per un secondo durante la requisitoria fiume della procuratrice. Quasi 6 ore per ripercorrere i primi giorni di luglio dello scorso anno: tra molte contraddizioni, qualche prova, tanta nebbia. E una certezza: Arno quella moglie a lungo desiderata la amava tanto, un amore grande che alla fine lo ha ucciso. 6 ore per raccontare di come quella donna avrebbe raggirato un uomo fragile, duramente provato dalla vita dopo l’incidente che a 23 anni gli aveva rubato sogni e speranze. Mitra è andata a vivere a casa sua il giorno dopo averlo conosciuto, lo ha sposato, e poi secondo l’accusa derubato di ogni risparmio e alla fine fatto uccidere. Ammazzato da un ragazzo che agli inquirenti raccontava di aver ucciso per dimostrare alla madre quanto la amava. Ma in tutta questa storia per l’amore non c’è spazio. Si perde in mezzo alle battute macabre, ai tentativi di depistaggio, ai progetti fatti per sbarazzarsi del cadavere. L’ergastolo è stato chiesto anche per Mario Paiva, l’uomo che al ragazzo aveva procurato ascia, coltelli, persino la valigia nella quale è stato trovato il corpo di Arno martoriato senza pietà. Meriterebbe l’ergastolo secondo l’accusa perché sapeva cosa il giovane voleva fare, avrebbe addirittura assistito all’omicidio. Per kenny Fila, l’uomo che sapeva ma ha chiamato la polizia 16 mesi con la condizionale. Due ergastoli, 16 mesi e una verità: di questa storia tremenda alla fine resterà il dolore della famiglia e il ricordo di un uomo che non chiedeva altro che di poter amare.

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