
Non solo la Polizia, ma anche Luciano Milan Danti minimizza la portata dei fatti avvenuti ieri all'esterno della casa di Vira Gambarogno del giornalista Lorenzo Marconi.
Come noto, Marconi ha denunciato sul suo sito un'aggressione da parte del presidente della Lega Sud a causa di una diatriba su un articolo riguardante il consigliere nazionale leghista Lorenzo Quadri, spiegando di aver dovuto chiamare la Polizia e in seguito recarsi in ospedale per problemi cardiaci.
La Polizia ha invece parlato di "semplice discussione su questioni giornalistiche", che non ha reso necessaria la stesura di un rapporto. E lo stesso Danti ci tiene a precisare che si è trattato, a suo dire, di "una rissa immaginaria".
"Stamane ho sporto denuncia per diffamazione contro il sedicente giornalista Lorenzo Marconi che, oltre avere il vizio di rifilare dei "pagherò" ai suoi dipendenti, si è inventato una sorta di commedia alla napoletana con tanto di "rissa immaginaria" con Luciano Milan Danti!" dichiara il presidente della Lega Sud. "Rissa scaturita, perché, secondo lui, io sarei reo di una "calda sbottatura" dopo aver letto un suo articolo in pieno stile "Emilio Fede ai tempi di Silvio Berlusconi", che lodava le idee di Lorenzo Quadri."
"Ma andiamo con ordine, e raccontiamo le cose in maniera giusta" prosegue Danti. "A casa di Marconi ci sono andato, sì, ma civilmente, per chiedere delucidazioni dopo un suo messaggio di minacce e per avere informazioni sui soldi che la mia ragazza aspetta da tre mesi (visto che collaborava con lui e non ha ancora visto un franco)."
"Sotto casa sua non ho sbattuto né finestre né porte, ho solo suonato il campanello, più volte, senza mai ottenere risposta" afferma Danti. "Quindi sono tornato in macchina ma in quel momento Marconi ha scritto un sms alla mia ragazza dicendole che sarebbe arrivato a casa entro pochi minuti, per parlare con me. Ho quindi aspettato in macchina, ma dopo pochi minuti ho visto arrivare la Polizia. Sono sceso dalla macchina e a quel punto Marconi è uscito di casa strillando agli agenti che avevo minacciato la sua famiglia, che i suoi bambini piangevano e che sua moglie piangeva."
"Cose poco credibili, anzi, una vera e propria sceneggiata alla napoletana!" sostiene Danti. "Perché non ho minacciato nessuno e perché non era mia intenzione essere aggressivo. Volevo solo delucidazioni. Ma Marconi non sentiva storie e continuava la sceneggiata, tanto che pure gli agenti di Polizia ridevano mentre il sedicente giornalista mimava scene d'infarto in pieno stile Massimo Boldi nei sui film cinepanettone."
"A quel punto i poliziotti, ridendo del signor Marconi, mi hanno chiesto gentilmente di allontanarmi" racconta ancora Danti. "Prima di farlo, ho chiesto in maniera pacifica al signor Marconi di poterlo incontrare, anche per questioni di denaro che giustamente deve alla mia ragazza per motivi di lavoro. Ma nulla, lui continuava a mimare l'infarto. Infarto poi guarito grazie a qualche selfie su Fb, lì bello intubato, con espressione da vittima, al pronto soccorso."
"E qua mi domando: se stai per avere un infarto, ti fai decine di selfie su Fb? E fai pure una cosa simile ad una articolo raccontando l'impossibile?" conclude Danti. "Boh, povero Ticino! Marconi, paga chi devi pagare, e lascia stare Quadri, non è così stupido come credi, e te lo dice uno che non lo può proprio vedere. E la questione morale su Quadri, francamente, non m'interessa, ognuno ha il suo prezzo e si vede che tu costi molto poco, anche perché fino a pochi mesi fa ci divertivamo a scrivere sia contro la Lega dei Ticinesi, sia contro Quadri. Ed oggi lo elogi. Ma tant'è. Non m'interessa, voglio solo sapere perché mi hai minacciato. Oltre questo paga chi devi pagare."
Aggiornamento delle 15.30In seguito alla presa di posizione di Luciano Milan Danti, il giornalista Lorenzo Marconi ha voluto precisare alcuni punti: “Non devo soldi alla ragazza del sig. Danti. È indipendente e ha fatturato ai clienti come concessionaria pubblicitaria. Semmai è lei che, come da accordi contrattuali presi, deve al giornale il 50% delle commissioni incassate. Noi abbiamo copia di tutte le fatture emesse ai clienti a suo nome e con suo conto corrente”.
"Non ho mai affermato di aver subito un'aggressione da parte di Danti, semmai ho detto alla Polizia che ultimamente questa persona stava tenendo dei comportamenti violenti e che se avessi aperto la porta ci sarebbe stato il rischio di venire alle mani”.
Infine, anche Marconi conferma di aver sporto denuncia contro Luciano Milan Danti.
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