
Il presidente dell'Associazione industrie ticinesi (AITI) Daniele Lotti lascia per conclusione del suo doppio mandato di tre anni. Al suo posto verrà proposto Fabio Regazzi durante l'assemblea del prossimo 11 maggio. È quanto è scaturito dalla conferenza stampa indetta oggi da AITI, durante la quale è stato fatto il punto della situazione dell'industria ticinese.
Da inizio anno la situazione non è semplice, è stato spiegato in conferenza stampa. L'indice KOF della situazione degli affari dell'industria manufatturiera è diminuito di 12 punti. Il Ticino sta vivendo la situazione più negativa. Nel primo trimestre sono infatti calate le esportazioni.
Molte industrie ticinesi hanno già messo in atto misure per salvaguardare i posti di lavoro e la competitività (lavoro ridotto, aumento della produttività, contenimento del costo del lavoro, aumento delle ore di lavoro). Se il clima d'instabilità valutaria dovesse continuare, ha sottolineato il direttore Stefano Modenini, si rischia di dover effettuare interventi drastici.
Per quanto riguarda le votazioni federali e cantonali del 14 giugno 2015, l'associazione raccomanda due no per le iniziative "Tassare le eredità milionarie per finanziare la nostra AVS" e "Salviamo il lavoro in Ticino". Secondo AITI quest'ultima iniziativa abbasserebbe il salario minimo in alcuni settori.
Infine è stato pure lanciato un appello per l'applicazione del 9 febbraio. "È indispensabile facilitare i permessi di lavoro dove non c'è sufficiente manodopera residente e favorire la formazione per avere personale qualificato".
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