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Pari opportunità
Dallo sport alla formazione professionale: "Bisogna eliminare gli stereotipi di genere"
© Shutterstock
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Redazione
2 anni fa
In questi giorni è stato stilato il secondo piano d’azione cantonale per le pari opportunità, dopo l’introduzione del primo due anni fa ora si vuole consolidare quanto fatto e ampliare il raggio d’azione. Per questo si è deciso di puntare anche sulla cultura e lo sport. “Mancano ancora troppe donne in questi ambiti” ha dichiarato la delegata per le pari opportunità Rachele Santoro.

Di passi avanti ne sono stati fatti ma il margine di miglioramento rimane ampio. A due anni dal lancio del primo piano d’azione cantonale per le pari opportunità il Governo ha deciso di rafforzare le azioni tese a promuovere l’uguaglianza tra uomo e donna. Saranno dunque quattro gli ambiti d'intervento a guidare le 15 misure. 64 azioni concrete e ben 94 indicatori.

Gioventù e sport: una novità

Novità del piano è l’ambito dedicato all’integrazione, alla cultura e allo sport. Ticinonews ne ha parlato con la delegata per le pari opportunità Rachele Santoro, la quale ha spiegato che la prima misura è proprio quella di capire perché si perdono, ad esempio, donne esperte a livello di gioventù e sport. “Bisogna capire se è un problema legato ai tempi, agli orari o alla conciliabilità lavoro-famiglia. Contemporaneamente, in base a quello che emergerà dal sondaggio “verranno proposte delle misure. Inoltre, abbiamo visto che l’anno prossimo si terrano in Svizzera gli Europei di calcio femminile, ma in Ticino abbiamo una carenza di monitrici di calcio. Motivo per cui c’è in programma anche un corso dedicato esclusivamente a loro, sperando di vedere nel 2025 qualche donna ticinese esperta”.

Reinserimento professionale per le migranti

Sempre in questo ambito è prevista la promozione di misure relative alle donne migranti per il reinserimento professionale e delle pari opportunità nei confronti delle operatrici e degli operatori del mondo culturale. Occhi puntati però anche alle pari opportunità nel  settore pubblico e para-pubblico, in particolare nella flessibilizzazione dei modi e tempi di lavoro per il personale dello Stato. “È stata proposta l’introduzione del tempo parziale per magistrati e magistrate, che non è ancora realtà. Si chiede quindi una modifica di legge”. Santoro ha poi aggiunto che un altro obiettivo è quello di “migliorare il nostro dispositivo interno di prevenzione delle violazioni dell’integrità personali”.

Conciliabilità lavoro-famiglia

In segno di continuità, con il primo piano d’azione nella sfera professionale e pubblica si continuerà invece a puntare sulla promozione nelle aziende per una maggiore conciliabilità lavoro famiglia, così come l’aumento della presenza femminile in politica, in particolare dopo i risultati delle ultime elezioni. Di questo tema ne abbiamo parlato con la presidente della Commissione consultiva per le pari opportunità Davina Fitas. “Abbiamo purtroppo notato che nelle ultime elezioni Cantonali c’è stata una diminuzione, così come a livello federale. Siamo però contenti di avere una donna in Consiglio di Stato, ma c’è ancora tanto lavoro da fare”. Fitas ci ha spiegato che sono stati contattati i vari partiti e i relativi presidenti. “Alcuni si sono presentati, altri no. Abbiamo quindi deciso di redigere una vademecum, ovvero un documento preciso che verrà poi consegnato ai partiti e ai movimenti politici”.

Un futuro privo di stereotipi

Un veicolo fondamentale affinché ci possa essere un futuro scevro da stereotipi di genere. Inoltre, affinché la scelta professionale possa essere libera, l’ambito della formazione deve rimanere un luogo in cui continuare ad investire, come confermatoci dalla direttrice del DECS Marina Carobbio Guscetti. “Le ragazze, ad esempio, scelgono ancora percorsi formativi strettamente legati al settore sociosanitario. I ragazzi sono invece più legati alla tecnica e alla meccanica. Ma è nell’interesse dell’intera società combattere questi stereotipi che portano a queste scelte. Un recente studio ha anche dimostrato che se le scelte sono libere da stereotipi, si ha anche un effetto positivo a livello salariale. In questo senso, noi vogliamo quindi far conoscere e promuovere la possibilità di scegliere una formazione indipendentemente dal genere, ma legata unicamente alla propria scelta e volontà”.