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Ticino
Dall'Eoc a Mizar, i conflitti d'interesse della politica
Dall'Eoc a Mizar, i conflitti d'interesse della politica
Dall'Eoc a Mizar, i conflitti d'interesse della politica
Redazione
8 anni fa
Conflitti d'interesse il morbo della politica: nonostante i divieti del Parlamento, la situazione non cambia

È la malattia della politica. La patologia acuta del conflitto d’interessi che, all’ombra della politica di milizia, colpisce da Berna al Ticino. Un morbo inguaribile che si diffonde dalle aule dei parlamenti ai consigli d’amministrazione di aziende statali e private, alle attività professionali. Affari, soldi pubblici e interessi privati, per i quali è difficile trovare un giusto equilibrio. Che ha contagiato personaggi con una lunga storia politica alle spalle. Come l’ex sindaco di Lugano e architetto Giorgio Giudici, o l’ex presidente cantonale del Ppd e avvocato Giovanni Jelmini con il caso Mizar.

O ancora l’ex giudice federale Emilio Catenazzi, nella querelle tra Cardiocentro ed Ente ospedaliero cantonale. Per finire, ricordando solo i casi più recenti, ecco il pasticcio della Città dei mestieri, con il conflitto d’interessi di Paolo Pagnamenta, deputato plrt, e consigliere d’amministrazione della eVita, proprietaria dello stabile che era stato offerto in vendita al Cantone per far decollare l’iniziativa. Per non parlare del ruolo dell’avvocato Fulvio Pelli, nella controversa questione del Delta Resort.

Nonostante il Gran Consiglio ticinese l’anno scorso abbia approvato il divieto per i deputati di sedere nei consigli d’amministrazione delle aziende parapubbliche, dall’Eoc a BancaStato sino all’Azienda cantonale dei rifiuti il conflitto resiste. E riappare periodicamente, cambiando pelle e contesto.

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