
Dalle ceneri del Parc Adula ecco il Parco Val Calanca. Un progetto diverso, ma con dei punti comuni. Ticinonews si è recato ad Arvigo, frazione di Calanca, sede del Parco dove dal 2018 si lavora intensamente per definire tappe e sogni. Desideri che l’Associazione spera di portare dalla carta all’aperto, sotto il sole della Mesolcina. Henrik Bang, direttore dal 2019, ha spiegato i dettagli durante una conferenza stampa.
Un parco nazionale di categoria regionale
“Il Parco Val Calanca sarebbe il primo parco al Sud delle Alpi, un parco nazionale di categoria regionale”, dice Bang, spiegando che in questo caso non c’è quindi una “zona nucleo”. Sarebbe un parco da 120 chilometri quadrati con sentieri, boschi e una natura che è stata definita ancora ‘wild’, e per questo da preservare. A fine mese i cittadini di quattro Comuni (Calanca, Rossa, Buseno e Santa Maria) saranno chiamati a esprimersi: un passo cruciale, dopo quello che si potrebbe definire un apprendistato di quattro anni.
Tre pilastri
La candidatura, a detta di chi è coinvolto, è forte e ha già ricevuto consensi dall’Ufficio federale dell’ambiente. In caso di luce verde il prossimo 29 gennaio, spiega Bang, "si lavorerà sui tre pilastri": economia, paesaggio e agricoltura, nonché culturale dell’educazione ambientale e della ricerca. In questo senso, spiega Bang, si avranno a disposizione oltre un milioni di franchi “che arriveranno annualmente da Berna e da Coira per implementare e svolgere progetti a favore del territorio e della cittadinanza”.
Dal relax alle camminate
Una località periferica grigionese a un passo dal Ticino che vuole rilanciarsi e crearsi nuove opportunità, ma sempre facendo il passo secondo la gamba e in maniera sostenibile. “Desideriamo attrarre quel turista che cerca quello che la Calanca ha da offrire: tranquillità e camminate. In Calanca ci si ricarica energeticamente”, dice sempre Bang. Ne è certa anche Angela Pollicelli, agricoltrice calanchina, che elogia la bellezza della “sua” valle e le opportunità che il Parco potrebbe garantire, senza che la Calanca perda la sua essenza. “Usare la nostra creatività, che porta poi a dei progetti e tirare fuori i sogni dai cassetti secondo me è importante perché ora abbiamo un sostegno”. In prima fila c’è anche l’Ente Turistico Regionale del Moesano. Secondo il direttore Christian Vigne il progetto darebbe lustro all’intera valle: “Va a identificare in modo anche internazionale quella che è la realtà di una valle ed è anche un promotore economico. Una valle che può trovare degli atout economici e proporli attraverso un mercato, in questo caso quello del turismo”.
I Comuni coinvolti
La procedura è iniziata con i tre Comuni della Calanca interna: Calanca, Rossa e Buseno. In seguito, si è aggiunto quello di Santa Maria. Ma se i cittadini dovessero pensarla diversamente? “Se un Comune dovesse dire di no è veramente in dubbio il futuro del Parco Val Calanca”, spiega ancora Bang. Al momento il Comune di Castaneda “non è pronto, non è ancora maturo, e penso che sia una questione di tempo: con il coinvolgimento del Comune di Santa Maria, anche quello di Castaneda potrà vedere i benefici del parco”. In caso di via libera il dossier passerà al Cantone e poi a Berna. Alla Confederazione spetta l’ultima parola sull’attribuzione del marchio ‘Parco regionale’, forse già entro fine estate 2023.

