
Sono ancora vive in tutti noi le immagini dei terrificanti attacchi avvenuti all'inizio di quest'anno a Parigi, ad opera dei fratelli Kouachi e di Amedy Coulibaly.
Ebbene, tutti e tre i terroristi erano legati, oltre che dalle convinzioni religiose, dal fatto di essere cresciuti nella banlieue parigina.
Un luogo dove la disoccupazione, la trasandatezza urbana e la violenza sono all’ordine del giorno.
Si può quindi capire che i bambini non abbiano vita facile nella banlieue. Per dare loro una nuova prospettiva e un'altra visione del mondo, da anni l'associazione Kovive invita alcune centinaia di loro a trascorrere le vacanze estive in Ticino.
E lo farà anche quest'anno. L'associazione è però ancora alla ricerca di 50 famiglie residenti in Ticino disposte ad accogliere bambini provenienti da Parigi.
"La banlieue è un ambiente reso difficile dal crogiolo multiculturale" scrive Kovive in un comunicato odierno. "La famiglia allargata va ben oltre a nonni, genitori e fratelli, ne consegue che l’educazione dei figli è ugualmente variabile. La loro casa è un appartamento sociale in un grande blocco di appartamenti e consiste spesso in una o due stanze con la doccia nel corridoio, utilizzata da più famiglie. Quando i bambini accedono al cortile del palazzo di appartamenti, devono fare i conti con determinate regole. La criminalità e la violenza sono all’ordine del giorno."
"Quando questi bambini dopo un lungo viaggio, sono accolti dalla loro famiglia ospitante svizzera, scoprono un nuovo mondo" scrive ancora Kovive. "Essi si meravigliano per molte cose che per noi sono ormai scontate. Correre e giocare a piedi nudi e in pigiama sul prato, raccogliere frutta e verdura nell’orto, incontrare senza paura i bambini del vicinato e parlare con loro. Per noi sono tutte cose normalissime che però i bambini delle banlieue non conoscono. Ma la cosa più importante è questa: la famiglia ospitante svizzera mostra loro una struttura familiare nuova. Essa è per loro un modello e nel contempo fonte di affetto. Se trascorrono ogni anno alcune settimane presso la famiglia ospitante, assistiamo ad un allargamento del loro orizzonte che darà loro nuove prospettive. Intrecciare una rete di relazioni al di fuori delle banlieue e avere la certezza che la loro famiglia ospitante si fa carico di loro, li fa sentire forti. Diventano più autonomi e si fanno un’immagine positiva delle persone."
Per maggiori informazioni: www.kovive.ch
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