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Ticino
Dalla toga al Consiglio di Stato: la carriera politica di Claudio Zali
©Gabriele Putzu
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Red. Online
2 ore fa
Dall'entrata in Governo ai fatti recenti, passando per l'«arrocchino»: ripercorriamo gli anni di Zali al servizio dello Stato

Claudio Zali lascerà il Consiglio di Stato. Lo ha annunciato in una lettera inviata in esclusiva a Radio Ticino, decidendo così di chiudere una carriera al servizio dello Stato in quota Lega dei Ticinesi durata oltre 30 anni. Nel 1992 Zali venne eletto giudice al Tribunale d'appello, camera civile, in quota Movimento. Ci rimase due decenni, durante i quali sedette anche per un quadriennio in Consiglio comunale a Bioggio.

L'approdo in Governo

Zali lasciò la toga nel 2013, il 12 novembre, per entrare in Consiglio di Stato al posto di Michele Barra, deceduto alcune settimane prima. 83.307 i voti raccolti nel 2015, cifra che nessuno in Governo aveva mai avvicinato. Venne poi riconfermato nel 2019 e nel 2023, sempre alla guida del Dipartimento del territorio.

L'«arrocchino»

Tra i momenti che verranno ricordati della carriera politica di Zali ci sarà sicuramente il parziale scambio di dipartimenti con il collega di partito Norman Gobbi. I due «ministri» avevano formulato, a fine maggio 2025, la proposta di scambiarsi territorio e istituzioni. Proposta che sfocerà poi nel noto «arrocchino».

I fatti recenti

Di recente si è parlato molto di Zali: la bufera scoppiata attorno ai file audio attribuiti a lui attribuiti e diffusi sui social media, il suo interessamento al caso del 14enne rimasto per quasi un mese nel carcere giudiziario della Farera e la mail inviata all’EOC con la richiesta di fare assumere una sua conoscente. Fino ad oggi, con la lettera con cui ha annunciato che lascerà l'Esecutivo.

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