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Caro energia
Dalla lavanderia alla Spa, il costo per un cinque stelle
Redazione
4 anni fa
Visita al Gran Hotel Villa Castagnola per capire quanto consuma e quali piani di risparmio ha in programma. Il direttore: “Esclusa una chiusura invernale". Federico Haas, presidente di HotellerieSuisse Sottoceneri: "Alcuni alberghi prolungano le chiusure".

Se i prezzi dell'energia dovessero triplicare, si andrà incontro a un’ondata di fallimenti. A lanciare l’allarme è stata l’associazione di categoria Hotelleriesuisse, che ha acceso i riflettori sulle difficoltà del settore alberghiero per il caro energia. Ma quanto consuma un hotel? Ticinonews ha visitato una delle strutture alberghiere più grandi del nostro Cantone per scoprirlo.  

Numeri da capogiro

Il Grand Hotel Villa Castagnola è un cinque stelle con piscina interna e centro benessere, che conta 72 camere e 140 dipendenti. All'anno consumo circa un milione e mezzo di chilowattora. Numeri da capogiro, nonostante una politica di risparmio energetico in atto da anni. Per l’hotel le tariffe dell’energia elettrica sono bloccate fino a fine 2023, mentre l’aumento del prezzo del gas è già effettivo dal primo ottobre (si stima un +30%). "È un aumento significativo, vedremo come gestirlo", commenta Ivano Zorloni, direttore generale dell’hotel, che non esclude un aumento dei prezzi per l’anno prossimo.

I servizi energivori

Tra le varie offerte della struttura c’è il centro benessere, spesso additato come il servizio più energivoro. Ma stando al direttore dell’hotel la realtà è diversa. "La Spa non è il grosso del consumo. La lavanderia, che comincia ad essere operativa dalle 6 del mattino, lava quasi una tonnellata di biancheria al giorno. Un altro mangiatore di elettricità è la ristorazione. I forni vanno tenuti accessi".

Pronto un piano B

Per il momento non c’è nessun allarme, ma la struttura ha già pronto un eventuale piano B, che sarà valutato nel momento in cui ce ne sarà bisogno. Tra le misure che rientrano in questo piano, la riduzione degli orari e di alcuni servizi (su quattro saune e bagni turchi, se ne terranno accesi due).  “Un servizio però bisogna sempre offrirlo al cliente", sottolinea Zorloni. Per quanto riguarda il suggerimento di limitare il riscaldamento a 19 gradi, questo entrerà in vigore solo se la Confederazione emetterà delle direttive chiare per tutti. “Per noi è estremamente difficile attuarlo”, aggiunge il direttore. Una chiusura invernale è però esclusa. “Non vogliamo diventare una struttura stagionale, anche per il personale che abbiamo ingaggiato all'anno. Bisogna far fronte anche a questi costi”.

Gli scenari del settore alberghiero

Non ci sono però solo strutture a cinque stelle in Ticino. Per capire come si stanno muovendo gli altri alberghi, Ticinonews ha interpellato Federico Haas, presidente di HotellerieSuisse Sottoceneri. Per ora la stagione sta andando bene, ma ci sono incognite per il futuro: "Le temperature miti ci aiutano molto e l'autunno sarà una bella stagione. Le nubi si addensano per il periodo invernale. Ogni albergatore dovrà fare i conti e decidere se adattare i prezzi. Siamo chiamati molto nell'entrare nel conto economico". Tre gli scenari a cui sono confrontati gli albergatori: ampliare il periodo di chiusura, aumentare i prezzi e, ipotesi estrema, lasciare a casa qualcuno. "Stiamo facendo una recensione di chi chiuderà e quando. Alcune strutture stanno già pensato di aggiungere 2-3 settimane di letargo in più, tenendo chiusa la struttura nei periodi di minore affluenza". Fino alla fine del 2023 i prezzi dell'energia sono fissati tramite contratto. Ma secondo Hass si potrà andare incontro a un caro bollette: "Magari non sarà così impattante nel 2023, ma bisogna seguire l'andamento del conflitto e del mercato energetico. Potrebbe essere che la mazzata potrebbe arrivare a fine 2023/2024".

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