
La donna arrestata a Lavena Ponte Tresa dopo una lunga fuga in auto è stata riconosciuta non imputabile per i fatti avvenuti il 14 maggio 2025, a causa di una grave turba psichica acuta. Stando a quanto riportato dal Corriere del Ticino, la Corte delle assise correzionali ha quindi disposto nei suoi confronti un trattamento psichiatrico ambulatoriale, accogliendo la richiesta della Procura.
Cosa era successo
Quel giorno la 43enne del Luganese aveva forzato più posti di blocco, dando il via a una fuga iniziata a Vezia e protrattasi per circa 12km attraverso otto comuni, durante la quale aveva viaggiato contromano e sfiorato più volte collisioni, anche frontali, mettendo in serio pericolo altri utenti della strada. L’inseguimento si era concluso poco oltre il confine a Lavena Ponte Tresa, con l’arresto da parte della polizia lungo via Luino. Durante l’arresto, ripreso dai residenti e circolato sui social, la donna avrebbe gridato di non aver fatto nulla e accennato a presunti problemi legati a «una casa». Secondo la perizia psichiatrica, al momento dei fatti la donna non era infatti capace di intendere e di volere e non era in grado di valutare l’illiceità del proprio comportamento. Per questo motivo non è stata condannata penalmente per i reati contestati, che includevano l’esposizione a pericolo della vita altrui e gravi infrazioni alla circolazione. Il rischio di recidiva è stato giudicato molto basso anche in considerazione della revoca della patente e del divieto di guida.

