
Sapevate che prima della “Riformetta” della Costituzione cantonale del 1975, nelle votazioni cantonali il voto era espresso dai 38 circoli in cui era diviso il Ticino e non dai singoli cittadini? Così si spiegano i 37 “sì” e l’unico “no” alla Costituzione del 1830, per la quale si erano espressi circa 6’500 cittadini.
223 oggetti dal 1900 a oggi
Sono alcune delle informazioni che si possono scoprire spulciando il nuovo archivio online dei risultati di tutte le votazioni cantonali dal 1830 a oggi, pubblicato sulla pagina web del Servizio dei diritti politici. Dall’archivio si nota come nel XIX secolo i ticinesi fossero stati chiamati alle urne, su temi cantonali, solo 28 volte, un dato ben misero rispetto ai 223 oggetti cantonali che hanno seguito, compresi quelli della prossima domenica.
Risposta a un’iniziativa parlamentare
In allestimento è invece l’archivio dei risultati di tutte le votazioni comunali. “La creazione di questo nuovo strumento, che traduce in pratica gli obiettivi della Legge cantonale sull’informazione e la trasparenza dello Stato”, scrive il Servizio dei diritti politici, “è avvenuta in risposta alle richieste contenute in un’iniziativa parlamentare presentata il 21 settembre 2020 dalla deputata Lara Filippini e dai cofirmatari. L’atto parlamentare chiede di modificare la legge organica comunale per introdurvi l’obbligo di trasmettere alla Cancelleria dello Stato tutte le informazioni relative all’esito di domande di iniziativa e di referendum. Il Consiglio di Stato, contrario all’introduzione di prescrizioni tassative in questo ambito, ha preferito garantire l’informazione alla popolazione con una soluzione più semplice e flessibile, senza appesantire ulteriormente la legislazione. La decisione finale sull’iniziativa sarà comunque di competenza del Gran Consiglio”.
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