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D'Alessandro "è cittadino svizzero"
D'Alessandro "è cittadino svizzero"
D'Alessandro "è cittadino svizzero"
Redazione
10 anni fa
Il Consiglio di Stato risponde all'interrogazione di Bignasca sul funzionario DSS che attacca la Svizzera

È giunta la risposta del Consiglio di Stato all'interrogazione presentata lo scorso 22 agosto dal deputato leghista Boris Bignasca su Ruggero D'Alessandro, il funzionario del Dipartimento della sanità e della socialità finito nella bufera per alcuni commenti su Facebook critici nei confronti della Svizzera (vedi articoli suggeriti).

Una risposta incompleta, visto che l'inchiesta avviata dal Consiglio di Stato non si è ancora conclusa.

Il Governo non può quindi comunicare se e quali sanzioni verranno prese nei confronti di D'Alessandro, ma spiega nel dettaglio il percorso e la situazione del funzionario.

Innanzitutto il Consiglio di Stato scrive che D'Alessandro "è cittadino svizzero dal 1986 ed è stato assunto dall'Amministrazione cantonale nel 1995 come personale avventizio presso il Ministero pubblico."

"In seguito ha beneficiato dello statuto di ausiliario come collocatore presso la Sezione del lavoro per poi giungere ad occuparsi di inserimento all'Ufficio del sostegno sociale e del'inserimento dal 1999, quando è stato nominato dal Consiglio di Stato nella funzione di collaboratore scientifico con titolo accademico" prosegue il Governo. "La nomina è stata effettuata nell'ambito di un concorso interno all'Amministrazione cantonale, essendo adempiuti i requisiti fissati nel concorso."

"Rammentiamo che la legislazione vigente a quel tempo per i dipendenti dell'Amministrazione cantonale prescriveva il vincolo della nazionalità svizzera" presisa il Consiglio di Stato.

Nella risposta a Boris Bignasca si legge poi che "durante il tempo di lavoro i dipendenti non possono occuparsi di attività estranee alla funzione. A livello pratico, secondo le disposizioni interne, l'uso di internet e posta elettronica per motivi privati da parte dei funzionari pubblici è tollerato solo nella misura in cui sia limitato allo stretto necessario."

"Condividiamo sicuramente l'inopportunità di utilizzare gli strumenti di lavoro per diffondere messaggi propagandistici" scrive ancora il Governo, ribandendo però che sarà "l'inchiesta interna a stabilire quando questi invii sono avvenuti e quale il loro contenuto: in base ai dati raccolti sarà possibile valutare i comportamenti segnalati."

Il Consiglio di Stato precisa poi che D'Alessandro, al contrario di quanto asserito da Bignasca, "non è un docente cantonale".

Infine si legge che "a conclusione dell'inchiesta in corso sarà possibile prendere posizione e stabilire la portata del provvedimento disciplinare o amministrativo."

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