
“Un funzionario statale deve avere una condotta irreprensibile”, ha dichiarato il presidente del Governo Paolo Beltraminelli, confermando l'apertura di un'inchiesta nei confronti di Ruggero D'Alessandro, il funzionario del DSS finito sotto accusa per dei post pubblicati su Facebook contro lo Stato sul tema dei migranti (vedi articolo correlato).
Era stato lo stesso Direttore del Dipartimento della sanità e della socialità a dichiarare di voler proporre al Consiglio di Stato l'apertura di un'inchiesta amministrativa nei confronti del docente, nel frattempo oggetto di un’interrogazione parlamentare del deputato leghista Boris Bignasca.
E il Governo ha acconsentito. Come confermato da Beltraminelli alla RSI, “quando si viene a conoscenza di un comportamento che potrebbe essere non corretto è giusto aprire un’inchiesta”.
D'Alessandro era finito sulla graticola mediatica a causa delle sue esternazioni contro lo Stato e la destra ticinese ne aveva chiesto il licenziamento. Ora il suo comportamento sui social verrà valutato e giudicato, ma al momento non è possibile stabilire se vi saranno dei provvedimenti o la loro possibile entità.
L'uomo lavora a tempo parziale per il DSS ed è docente a contratto per alcuni corsi dell’associazione ticinese terza età. Il suo caso ha riportato alla luce la questione della libertà di espressione via social dei dipendenti del Cantone, un tema non nuovo alle nostre latitudini.
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