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CC Cardio
Dal Ticino una nuova spinta per chi nasce con un solo ventricolo
Red.Online
un'ora fa
A tu per tu con CC Cardio, la startup che sviluppa una pompa per i cuori univentricolari, in gara al Press Start Award 2026.

Intervistiamo Maria Alexandra Cetățoiu, CEO & co-founder della startup CC Cardio, una delle 7 realtà che partecipano al Press Start Award 2026, il concorso promosso dal Gruppo Corriere del Ticino e Boldbrain Startup Challenge che premia la startup che meglio saprà trasmettere la propria idea e valore al pubblico ticinese.

Se doveste spiegare la vostra soluzione a chi non è del settore, come la raccontereste in poche parole?

In un cuore sano ci sono due ventricoli: quello sinistro pompa il sangue ossigenato verso il resto del corpo, mentre quello destro spinge il sangue deossigenato verso i polmoni. I pazienti con cuore univentricolare nascono invece con una grave malformazione cardiaca, per cui è presente un solo ventricolo, nel quale il sangue ossigenato e quello deossigenato tendono a mescolarsi. Durante l’infanzia questi pazienti affrontano diversi interventi chirurgici per creare la cosiddetta circolazione di Fontan, che permette loro di sopravvivere ma lascia il sistema circolatorio senza un vero “ventricolo destro”. Nel tempo, questa condizione può causare affaticamento, danni progressivi agli organi e una riduzione della qualità di vita. CC Cardio nasce in Ticino per aiutare i pazienti Fontan, che al momento non dispongono di dispositivi medici adatti a loro. Stiamo sviluppando UniFlow, una piccola pompa circolatoria progettata specificamente per i pazienti con cuore univentricolare. Il nostro obiettivo è creare per loro una circolazione simile il più possibile a quella di un cuore sano.

Qual è stato finora il momento più difficile del vostro percorso imprenditoriale, e come lo avete superato?

La parte più difficile non è stata un singolo ostacolo tecnico, ma imparare a far avanzare contemporaneamente scienza, sviluppo del dispositivo, regolatorio, finanziamento e costruzione del team. Nel medtech, soprattutto quando si lavora su una tecnologia destinata a bambini e giovani adulti con cardiopatie congenite, ogni decisione deve essere estremamente rigorosa. Abbiamo superato questa fase imparando a non cercare di risolvere tutto contemporaneamente, ma a identificare di volta in volta il risultato più importante per far avanzare il progetto e concentrare su quello le nostre risorse. Costruire una rete internazionale di clinici, ingegneri e ricercatori e ottenere i primi riconoscimenti e finanziamenti competitivi ci ha dato la conferma che la strada che stiamo seguendo merita di essere percorsa.


Cosa vi ha dato l'ecosistema ticinese che non avreste trovato altrove e cosa, invece, vorreste che il territorio offrisse di più alle startup?

Il Ticino ci ha dato qualcosa di raro, un ecosistema fortemente interconnesso, dove è facile creare relazioni dirette, ma allo stesso tempo strategicamente posizionato e aperto a collaborazioni internazionali. La vicinanza con la Lombardia e con il resto della Svizzera, insieme alla presenza di università e centri di ricerca lo rende un ottimo punto di partenza per costruire una startup medtech. Oggi CC Cardio collabora con istituti, ospedali e aziende in Italia, a Zurigo e negli US. Speriamo che le relazioni che stiamo costruendo oggi possano diventare, domani, percorsi più accessibili anche per le startup ticinesi che si troveranno ad affrontare sfide simili alle nostre.

Dove vedete la vostra startup fra tre anni, e qual è il prossimo traguardo concreto che volete raggiungere?

Fra tre anni vorremmo aver quasi completato il percorso preclinico di UniFlow ed essere pronti a muoverci verso il percorso regolatorio che porta ai primi studi clinici. Il nostro prossimo traguardo concreto è testare UniFlow su modelli animali, un passaggio fondamentale per valutarne il funzionamento in condizioni fisiologiche reali e raccogliere più dati sulla sua sicurezza e sulle sue prestazioni. A lungo termine, il nostro obiettivo è molto più ambizioso: vogliamo contribuire a ridefinire lo standard di cura per i pazienti Fontan, offrendo una soluzione pensata specificamente per le loro esigenze e capace di cambiare il modo in cui questa condizione viene gestita nel tempo.

Se poteste “rubare” un superpotere alle altre startup in gara, quale scegliereste?

Ruberei a OOVIE la loro capacità di creare magia. Riescono a prendere tecnologie complesse come l’intelligenza artificiale e a farle quasi scomparire, trasformandole in un’esperienza capace di emozionare il pubblico. È qualcosa che ammiriamo molto e che vorremmo riuscire a fare anche noi, in un ambito completamente diverso, ovvero sviluppare una tecnologia estremamente sofisticata che permetta al paziente di vivere una vita più normale, quasi senza accorgersi della presenza del dispositivo.

Perché i lettori del Corriere del Ticino dovrebbero votare proprio voi?

Perché CC Cardio nasce da una storia profondamente personale. Io stessa sono una paziente Fontan e conosco in prima persona cosa significa crescere e vivere con un cuore univentricolare. Ho trasformato questa esperienza nella passione e nell’ambizione di contribuire a cambiare il futuro di altri pazienti come me. Oggi questa visione è portata avanti da un team che unisce ingegneria cardiovascolare, scienze mediche, modellazione computazionale, biologia e competenze finanziarie e imprenditoriali. Competenze molto diverse unite da un unico obiettivo, unite dall’obiettivo di affrontare un’importante esigenza clinica e di creare una soluzione concreta per migliaia di pazienti. Un voto per noi sarebbe un voto a questa missione e alla possibilità che dal Ticino possa nascere una tecnologia capace di avere un impatto globale. Perché crediamo che nascere con metà cuore debba comunque significare poter vivere una vita intera.


Per votare la startup CC Cardio, aiutarla ad aggiudicarsi il premio di CHF 10'000 e provare a vincere un buono Digitec di CHF 200.-, 
visitate il portale di Press Start Award 2026.

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