Cerca e trova immobili
Guerra in Ucraina
Dal Ticino fino all’Ucraina per portare assistenza medica e farmaci
Redazione
2 mesi fa
Un’associazione umanitaria delle Tre Valli è tornata qualche giorno fa dall’Ucraina. In villaggi discosti di Kherson e Mykolaiv hanno visitato gli anziani e portato loro farmaci.

Cinque operatori umanitari ticinesi, all'inizio del mese, si sono recati ad appena 30 chilometri dai territori occupati dai russi, ossia nelle regioni di Kherson e Mykolaiv. I volontari – attivi in un’associazione delle Tre Valli - hanno portato assistenza medica e farmaci, in particolare agli anziani. Abbiamo raggiunto Gianluca Ugolini, il quale è presidente dell’Hunpa (Humanitarian nursing e paramedical aid): «ci rivolgiamo soprattutto a quelle fasce di popolazione che non sono direttamente coinvolte nel conflitto, ma ne subiscono gli effetti».

Un aiuto agli anziani che si trovano soli

Sono persone che già prima avevano difficoltà di accesso alle cure e che ora fanno ancora più fatica a fare controlli regolari, ad aggiustare la terapia e a procurarsi i medicamenti, ci spiega Ugolini. Anche perché abitano in villaggi sperduti. Gli anziani, quindi, si «trovano soli, senza sostegno sociale e la rete famigliari perché per via della guerra si è disgregata. In più queste zone sono esposte agli attacchi di artiglieria e droni e questo complica il movimento delle persone».

I racconti delle persone

Una situazione di guerra che inevitabilmente porta a uno stress psicologico. I pazienti, durante le visite, si confidano con i volontari. «Una coppia (marito e moglie) aveva tre figli in guerra. Non sapere cosa succede alla propria famiglia è devastante», ci racconta Ugolini. «A noi la guerra sembra una cosa astratta e gli eserciti ci sembrano delle entità terze. Invece è la gente che combatte, cioè i famigliari».

Le difficoltà dei volontari

La squadra, rientrata il 10 gennaio, era composta da una psicologa, un operatore umanitario, due paramedici e un’infermiera. Le difficoltà da loro riscontrate sono molteplici: «bisogna prepararsi in due ore a visitare 40 persone. Sapere che andrà via la luce, farà freddo e forse ci sarà un attacco condiziona il modo di lavorare. Sono tutte sfide alle quali cerchiamo di essere pronti e lo facciamo anche facendo delle formazioni per i nostri operatori». La prossima missione è prevista in primavera.