
Le aveva provate davvero tutte Angelo, 48enne cittadino italiano originario di Udine che negli scorsi giorni è finito a processo a Basilea per tratta di esseri umani. Meteorologo, maestro, elettrotecnico, pilota di battello, geometra, medico… Tanti, troppi tentativi andati a male per sbarcare il lunario. Poi, uno spiraglio di luce come autista per BlaBlaCar, la piattaforma web di car pooling. Ma ecco che sulla via di Damasco, o meglio, di Basilea, Angelo rimane folgorato: con l’emergenza profughi del 2016 realizza che dare un ‘passaggio’ ai migranti rimasti bloccati al confine meridionale è decisamente più redditizio.
In sede di dibattimento, evidenzia la Aargauer Zeitung, la Corte ha evidenziato che di umanitario nell’agire del 48enne friulano non c’era proprio nulla: se con BlaBlaCar un passaggio da Milano a Basilea costa 17,50 euro, il tragitto Como-Basilea rende ben 150 euro a migrante. Un vero e proprio business.
Ecco spiegato come mai Angelo abbia rischiato tutto, trasportando ben 138 migranti con il suo furgoncino. Prima, appunto, di venire intercettato dalle Guardie di confine. E la giustizia basilese si è dimostrata ferma: La presidente del Tribunale penale cantonale Felicitas Lenzinger lo ha infatti condannato a 30 mesi di reclusione, di cui 12 da scontare. Una pena maggiore rispetto a quella proposta dal procuratore pubblico Camilo Cabrera, ovvero 20 mesi di cui 10 da scontare. La Corte ha inoltre evidenziato come non vi fossero motivi umanitari alla base delle azioni del 48enne friulano.
“È praticamente un unicum – ha ammesso Cabrera al quotidiano argoviese – Per questo abbiamo avuto delle difficoltà nel proporre una pena”.
I passatori, infatti, vengono condannati abbastanza raramente in Svizzera. Per questo motivo la fedpol ha creato una task-force con la Polizia cantonale ticinese per poter fronteggiare il fenomeno.
Finora è stato possibile condurre 26 interrogatori e 19 controlli, ma i problemi si riscontrano in particolare con le autorità italiane, che sarebbero “poco collaborative in tal senso”. La fedpol si è posta un obiettivo ambizioso, ovvero i pesci grossi di queste organizzazioni. Quelli più piccoli sono di competenza dei Cantoni.
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