
Il profumo intenso che penetra nelle narici, il grappolo colto che cade nella cassetta e il pensiero che corre già al bicchiere che si riempie di nettare vermiglio: è di nuovo giunto il tempo della vendemmia.
Quella iniziata ieri “è una quattro giorni di fatica e soddisfazione” nelle parole di Silvano Parravicini, viticoltore di Castel San Pietro. “Il tempo è per noi favorevole: è asciutto, ma non siamo oppressi dal sole e dai moscerini...”. Ogni giorno dai filari di Castello vengono consegnati un centinaio di quintali di uva raccolta alla cantina che si occuperà della vinificazione.
Si corre per evitare la pioggia
Sull’inizio e sulla durata della vendemmia influiscono regione e meteo. “Oggi (ieri, ndr) abbiamo iniziato con le uve del Sottoceneri e della sponda destra del Verbano, domani passeremo alla sponda sinistra”, spiega Fabiana Matasci della Matasci Vini di Tenero, dove finiscono le uve di Silvano Parravicini. “La vendemmia è cominciata mercoledì e dovrebbe terminare per la fine della prossima settimana. Per giovedì è però prevista pioggia e i viticoltori hanno fretta di raccogliere: altra acqua potrebbe essere dannosa dopo tutta quella che c’è stata quest’estate”.
Timori per il Sopraceneri
Arrivata in cantina, l’uva è pesata, ne viene misurato il grado zuccherino, è diraspata (si separano gli acini dai raspi) e il pigiato è infine posto in fermentazione. “Ero un po’ pessimista all’inizio della vendemmia, soprattutto per la raccolta nel Sopraceneri, colpito dalle grandinate”, confessa Fabiana Matasci. “Per quanto ho però visto finora, devo dire che i viticoltori si stanno davvero impegnando per fornirci solo grappoli belli e non guastati”.
Festa irrinunciabile
E la tradizione della vendemmia non può rinunciare alla convivialità al termine della raccolta. “C’è sempre una grande festa nel vigneto, alla fine della vendemmia”, conferma Elia Maran della Matasci Vini. “Anche noi, che non siamo propriamente viticoltori, avremo modo di celebrare degnamente il grande lavoro svolto. Secondo me, però, il vero momento di festa è quando la bottiglia viene stappata”.
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