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Votazioni
Dal Distretto Il Centro di Lugano un chiaro «no» all'iniziativa «200 franchi bastano!»
Red. Online
3 ore fa
Sabato mattina i partecipanti all'incontro organizzato presso gli studi RSI di Comano hanno espresso attraverso una votazione la loro contrarietà a un abbassamento del canone radiotelevisivo.

Una chiara bocciatura dell’iniziativa popolare «200 franchi bastano!» è emersa dalla votazione indicativa svolta al termine dell’incontro organizzato dal Distretto il Centro Lugano nella mattinata di sabato 8 febbraio presso gli studi RSI di Comano. All’evento hanno partecipato oltre 60 persone. La mattinata si è aperta con una visita guidata agli studi condotta da Laura Pozzi e Daniela Gusmeroli, che hanno accompagnato i partecipanti alla scoperta delle attività, dei processi produttivi e del lavoro quotidiano che sta dietro alla realizzazione dei programmi informativi, culturali e di intrattenimento. La visita, viene spiegato in una nota stampa, «ha suscitato grande interesse e ha permesso ai presenti di comprendere concretamente la complessità e l’ampiezza del servizio offerto alla popolazione».

Il confronto

Nel suo intervento di saluto, il presidente distrettuale Michele Roncoroni ha invitato a non limitare il dibattito alla sola dimensione finanziaria del canone, sottolineando l’importanza «di una riflessione più ampia sul ruolo del servizio pubblico, sulla qualità dei contenuti e sull’identità culturale e informativa che esso garantisce al territorio». Il momento centrale della mattinata è stato il dibattito, moderato dal giornalista Ivo Silvestro, che ha visto confrontarsi il consigliere nazionale del Centro Giorgio Fonio e la granconsigliera UDC Raide Bassi, offrendo al pubblico due visioni differenti sul futuro del finanziamento del servizio pubblico. Nel corso del confronto, Bassi ha sottolineato come l’iniziativa non intende attaccare la RSI, ma propone di ridurre il canone a un livello ritenuto dai promotori sufficiente per garantire il servizio pubblico, alleggerendo al contempo l’onere per cittadini e imprese. Ha inoltre ribadito la propria visione di uno Stato che interviene nell’economia solo laddove il mercato non riesce a soddisfare determinati bisogni sociali.

Il tema del pluralismo dell’informazione 

Dal canto suo, Fonio ha riconosciuto che il sistema attuale del canone presenta alcune criticità, ma ha evidenziato «il forte impatto sociale del servizio pubblico e il ruolo centrale che esso svolge in una realtà periferica come il Ticino». Fonio ha inoltre ricordato che negli ultimi anni sono già stati avviati processi di razionalizzazione delle risorse e ha messo in guardia dal rischio che una riduzione significativa dei finanziamenti possa compromettere la produzione di approfondimenti, inchieste e informazione regionale di qualità. Durante il dibattito è emerso anche il tema del pluralismo dell’informazione e del ruolo complementare tra servizio pubblico ed emittenti private.

La votazione

Al termine dell’incontro, i presenti sono stati invitati a esprimersi tramite una votazione post-dibattito. Il risultato ha evidenziato una netta bocciatura dell’iniziativa «200 franchi bastano!», confermando «la forte attenzione verso il mantenimento di un servizio pubblico solido, radicato sul territorio e capace di garantire informazione e contenuti di qualità». Alla mattinata erano presenti, tra gli altri, la granconsigliera Maddalena Ermotti Lepori, i vicepresidenti distrettuali Benedetta Bianchetti, Giovanni Berardi e Filippo Martinoli, oltre a diversi sindaci e consiglieri comunali del Luganese.