
In Ticino si fanno pochi bambini. Un’affermazione che potrebbe apparire banale, ma che è anche una verità confermata dai dati dell’ufficio federale di Statistica. A livello nazionale si registrano infatti 9,9 nascite ogni mille abitanti. Nel nostro cantone sono 7,1. L’indice congiunturale di fecondità in Svizzera è di 1,38 figli per donna, in Ticino è di 1,24. Per un’evoluzione demografica stabile, sostengono gli esperti, di figli ne servirebbero 2,1. Dati che hanno spinto il Centro a lanciare l’allarme: di questo passo si rischia il collasso. “Questi numeri preoccupano perché i giovani sono il futuro”, commenta ai microfoni di Ticinonews il granconsigliere centrista Claudio Isabella. “Abbiamo una demografia cantonale in peggioramento, nel senso che aumentano gli anziani e diminuiscono proprio le nascite, e a lungo andare questo avrà delle conseguenze in diversi ambiti, ad esempio manodopera, AVS e, in generale, qualsiasi attività del nostro cantone”.
Le proposte
Il Centro ha quindi presentato “un poker” di iniziative parlamentari in favore della natalità. Gli ambiti d’azione sono altrettanti, ovvero cambio culturale, sostegno finanziario per le famiglie, conciliabilità lavoro-vita privata, giovani e alloggio. Ad esempio, viene chiesto al Consiglio di Stato di definire un dipartimento responsabile dello sviluppo demografico. Ma anche di aprire i cordoni della borsa, aumentando gli assegni familiari. “Oggi il Ticino è uno dei cantoni che versa meno in questo ambito, solo 200 franchi”, annota Isabella. “Noi proponiamo che tale cifra venga portato a 300, ma solo per i residenti, e a 350 in caso di figli in formazione”.
Focus sugli asili nido
Anche l’iniziativa in favore della conciliabilità si annuncia onerosa ma, ci dicono, quantomai necessaria. “Proponiamo diversi interventi in questo ambito, ad esempio che il Cantone vada incontro alla conciliabilità lavoro-famiglia, ma chiediamo anche di promuovere gli asili nido e che questi diventino gratuiti per i ceti medio e basso. Non solo: vorremmo che le imprese si adoperassero per creare degli asili condivisi, o addirittura di inserirne nelle proprie aziende”.
L’aspetto finanziario
Venendo alla questione economica, secondo Isabella è difficile fare una stima di quanto potrebbe costare quanto proposto dal partito. “Sappiamo che sono delle iniziative molto costose ed economicamente onerose, ma siamo sicuri che se si vuole i fondi si trovano. Questa deve essere una priorità che la politica cantonale si dà: senza giovani non c’è futuro e se mancano loro investire nelle strade e nella giustizia non ha comunque senso", conclude Isabella.

