
Una nota stonata emerge dalla sesta edizione del Festival svizzero di cori giovanili e di bambini, andata in scenda dal 25 al 28 maggio al Centro esposizioni di Lugano.
Una quattro giorni che si è rivelata un successo, ma che ha creato qualche malumore tra i grigionesi, i quali si sono sentiti snobbati.
Come riportato dal portale della radiotelevisione romancia RTR e ripreso oggi dal Corriere del Ticino, i grigionesi lamentano il fatto che la lingua romancia sia stata dimenticata durante i saluti ufficiali, nonostante alla festa fossero presenti due gruppi di tale lingua nonché numerosi altri bambini grigionesi.
"Solo i saluti del direttore generale della SSR Roger de Weck sono stati tradotti nella nostra lingua, mentre tutti gli altri discorsi sono stati fatti unicamente in tedesco, francese e italiano", denunciano Christian Klucker, Rilana Cadruvi Scherrer e Flavia Walder, responsabili dei cori grigionesi giunti in Ticino.
Considerando che pure noi italofoni rappresentiamo una minoranza linguistica in Svizzera, i grigionesi si sarebbero aspettati una sensibilità diversa e una maggiore attenzione verso la loro minoranza. Essi hanno quindi lanciato un appello in vista della prossima edizione del festival, che si terrà nel 2019 a Lucerna, chiedendo che il romancio venga preso maggiormente in considerazione.
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