
Non solo i tagli ai sussidi di cassa malati e i tagli salariali al personale dell'Amministrazione cantonale. Sono diverse le misure di risparmio contenute nella manovra presentata dal Governo, che continuano a sollevare critiche. Oggi l’UDC ha puntato nuovamente il dito contro il Governo. “Il Consiglio di Stato", si legge in una nota stampa, "invece di lavorare per frenare la spesa, non trova altro da fare che attuare tagli lineari sulle uscite e aumentare delle tasse, colpendo così il ceto medio. L’UDC Ticino richiama il Governo ai suoi doveri”. Così come l’MpS, dal canto suo, invita alla mobilitazione lanciando anche l’idea di un comitato d’opposizione contro i tagli al sociale.
Colpiti vari settori: case anziani, strutture per invalidi, formazione
Complessivamente, ricordiamo, la manovra di risparmio sfiora i 135 milioni. Di questi, 51 sono di competenza parlamentare. Lunga la lista al capitolo "Spese di trasferimento", che complessivamente contiene il disavanzo cantonale di 40 milioni. Tra questi, 2.5 riguardano le case per anziani; 11 le strutture per invalidi. Altri 3 il mondo della formazione; 4.5 il trasporto pubblico. Non solo. Vengono ridotti anche i contributi per gli aiuti a domicilio; quelli per la cultura sono trasferiti a Swisslos. Proprio le spese di trasferimento sono tra le misure maggiormente criticate, e non solo dalla sinistra. Anche i partiti al centro e a destra del Parlamento sollevano parecchie perplessità.
“Manovra poco lungimirante”
Ma prendiamo altri ambiti: la riduzione delle spese per le affrancazioni postali (0.2 milioni); lo scioglimento degli accantonamenti per il risanamento dei siti inquinati (3 milioni); quello per le spese del personale (6 milioni). Misure definite un “raschiare il barile” inutile. In particolare, secondo PLR, Centro e UDC quanto presentato ieri dal Governo manca di una visione a medio termine.

