
A Bellinzona non a tutti piace il termine Fortezza legato al progetto di rilancio dei castelli, che lunedì sarà discusso in Consiglio comunale. Una denominazione che secondo il Municipio non va intesa come nome per il singolo monumento, bensì come patrimonio storico-culturale da valorizzare e che si estende oltre le mura. Lo ribadisce il consigliere comunale Pietro Ghisletta, co-relatore del rapporto insieme a Marco Pellegrini in Gestione. «È un tema molto più ampio: il marchio Fortezza lo si vuole portare in tutto il mondo e a Bellinzona comprende i castelli, così come tutta la cinta murata nonché le varie opere di fortificazione sul territorio, come i fortini della fame o la Ca’ Forte a Claro», spiega.
L'emendamento: «Tutelare il termine castelli e l'accesso libero»
Proprio riconoscendo il valore affettivo dei locali, il rapporto mette inoltre in luce l’importanza di garantire la transizione in modo equilibrato. Non è comunque convinto Brenno Martignoni Polti del Noce che, pur sostenendo il rilancio da 19 milioni, ha firmato il rapporto con riserva e presentato un emendamento per tutelare il termine «castelli» preservandone l’accesso libero. Il consigliere comunale critica il mancato coinvolgimento della popolazione: «È stato deciso in un gremio di pochi. Non si può semplicemente cancellare con un getto di spugna i tre castelli». Viene però anche rimproverata l’ipotesi di rendere a pagamento l’accesso ai manieri. «Per noi questi sono degli spazi urbani e devono essere fruibili senza alcun limite», chiosa ancora Martignoni Polti.
Ghisletta: «Fruizione a residenti e scuole garantita»
Ghisletta però, di nuovo, rassicura: nel rapporto viene indicata l’importanza di garantire l’accesso gratuito alle corti a residenti e scuole attraverso le apposite carte. «Questo ci sembra doveroso per la cittadinanza», premette, aggiungendo però che «per avere delle basi solide per questo progetto, siamo anche convinti che bisogna far pagare alcune mostre e alcuni ingressi».
Il progetto di rilancio
Frutto di mesi di lavoro, riunioni, audizioni con esperti e con chi al progetto ha lavorato, con anche una presentazione alla popolazione, il rilancio prevede promozione, nuove segnaletiche, mostre interattive, interventi architettonici. «Siamo arrivati ad un rapporto secondo me completo che dimostra la forza di questo progetto, che speriamo dia linfa a Bellinzona, al turismo e alla valorizzazione di tutto il territorio», conclude Ghisletta. Per Martignoni Polti, occorre però scindere le due cose: «Quello che porta il rapporto è in fondo qualcosa che si attendeva da tempo. Ma non si può cancellare il passato, il termine castelli. Su questo elemento non ci sarà conciliazione».

