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Dadò replica a Mattei: "Nessun galoppinaggio"
Dadò replica a Mattei: "Nessun galoppinaggio"
Dadò replica a Mattei: "Nessun galoppinaggio"
Redazione
7 anni fa
Al centro della vicenda denunciata dal deputato di Montagna Viva Armando Dadò: "Ecco cosa è successo davvero"

Ha fatto piuttosto scalpore la notizia del presunto caso di galoppinaggio avvenuto negli scorsi giorni in Vallemaggia. Alla luce della fattispecie, segnalata alla magistratura dal deputato di MontagnaViva Germano Mattei, il procuratore generale aggiunto Nicola Respini ha aperto un procedimento contro ignoti, ipotizzando i reati di frode elettorale e incetta di voti. Al centro della vicenda vi sarebbe una persona nota del Locarnese e legata agli ambienti PPD, che stando a laRegione, si sarebbe fatta consegnare il materiale di voto di due elettori (con tanto di carta di legittimazione firmata e dunque pronta per l’invio per corrispondenza insieme a schede e buste). La persona in questione, come riporta il CdT.ch, è Armando Dadò, editore e padre del presidente del PPD Fiorenzo Dadò

«Non ho messo nessuna crocetta su nessuna scheda e non ho chiesto alcun materiale di voto - sottolinea Dadò - L’episodio in questione risale a parecchi giorni fa. Mi trovavo in paese, quando un amico si è affacciato al balcone mi ha invitato a salire in casa per chiacchierare. Al domicilio era presente anche il figlio di Germano Mattei, e tutti assieme si è iniziato a discutere delle elezioni imminenti e del fatto che sarebbe stato importante sostenere i candidati della valle». Ed è in questo contesto, spiega Dadò, «che questo mio amico ha compilato personalmente il suo materiale di voto e mi ha indicato di avere in casa anche quello della madre anziana, ricoverata in un istituto di Someo. Mi ha quindi chiesto di fargli un favore, non avendo lui la macchina, qualora mi fossi recato per l’appunto a Someo: portare il materiale di voto alla mamma».

Dadò ha proceduto effettivamente in tal senso: «Sì, mi sono recato all’istituto e ho consegnato il tutto alla signora, che ha firmato il formulario per il voto per corrispondenza e ha messo la sua crocetta. Ed è stata sempre lei a chiedermi gentilmente di farle un piacere, imbucando la busta nella bucalettere (...) non c’è stata alcuna corruzione elettorale, non ho fatto nulla di fuori posto e non capisco cosa possa aver raccontato a Germano Mattei il figlio». Per ora, conclude, «nessuno mi ha interrogato».

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