
Alle elezioni federali del prossimo ottobre manca ancora qualche mese, ma i partiti stanno per entrare nel vivo della campagna. Obiettivo: presentare la lista più forte possibile per mantenere o conquistare un seggio al Consiglio degli Stati o al Nazionale.
Dadò: "Ci sto pensando"
In casa Centro, dopo la rinuncia a una nuova ricandidatura da parte del consigliere nazionale Marco Romano, si libera un posto. Per Fiorenzo Dadò, presidente de Il Centro, questa potrebbe essere l'occasione per passare da Palazzo delle Orsoline a Palazzo Federale. "Ci sto pensando", ha detto al Corriere del Ticino, "Berna è sicuramente interessante e potrebbe essere vista come un percorso naturale. Nelle mie valutazioni terrò conto, visto il mio ruolo, di ciò che è meglio in questo momento anche per il Partito".
Ferrara: "Sono disponibile"
Della partita, questa volta in casa PLR, potrebbe essere anche Natalia Ferrara. "Ho parlato con il presidente della sezione di Lugano e con quello cantonale dando loro la mia disponibilità a candidarmi", ha detto a LaRegione. "Il risultato ottenuto alle elezioni cantonali dimostra che sono credibile in quello che dico e faccio. Essere tra i più votati del Gran Consiglio e del partito evidenzia che non sono divisiva come qualcuno sostiene".
La congiunzione di liste tra i due partiti
"Noi siamo disponibili a discutere di temi e strategie per un'alleanza con il PLR", ha affermato Dadò, spiegando come per farlo "serva un'apertura alle novità richieste dal mondo che cambia. Già tre anni fa avevamo invitato il presidente del PLR e il suo ufficio presidenziale a un incontro per creare dei tavoli di lavoro. L'obiettivo era quello di mettere assieme persone competenti e formulare assieme alcune proposte concrete sui grandi temi per il futuro del Cantone, da poi discutere e approvare nei rispettivi congressi". I due partiti, ha continuato il presidente de Il Centro, "non devono affatto fondersi ma rimanere autonomi e distinti come lo sono oggi. Non dobbiamo inventarci nulla, ma seguire l’esempio dei nostri avi quando hanno unito le forze per realizzare le grandi opere che hanno ammodernato il Paese", ha aggiunto. Pronta, anche se a distanza, la risposta di Ferrara: "Ci sono i bei principi, quelli secondo cui partiti affini, cosiddetti di centro, dovrebbero unirsi. Il problema è che il Centro lo è per ora solo nel nome. Prima di unire le forze serve prima dimostrare sul campo che abbiamo un’affinità programmatica", ha detto la deputata PLR, affermando che "prima di congiungersi con il partito guidato da Dadò, il PLR dovrebbe quale sia oggi la sua identità".

