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Federali 2023
Dadò: "Difendiamo il seggio di Romano con le unghie e con i denti"
Redazione
3 anni fa
Il Centro ha presentato i suoi candidati per le elezioni federali di questo autunno. Una lista ritenuta forte dal partito per difendere i due seggi al consiglio nazionale e riprendersi quello agli stati perso quattro anni fa. In corsa per gli Stati c'è Fabio Regazzi. Con Fiorenzo Dadò abbiamo poi parlato della strategia del partito in vista di ottobre.

“Una lista forte deve essere composta da persone che siano motivate e credibili”. Parole del Presidente della Commissione Cerca Marco Passalia in merito alla lista presentata dal Centro per le prossime Federali. “Noi riteniamo che queste otto persone per esperienza personale, professionale e politica siano molto valide e possano portare e mostrare all’elettorato del nostro partito che abbiamo tante persone con delle idee, delle proposte e delle competenze utili per il Paese”. Una rosa rappresentativa di tutte le regioni, spiega sempre Passalia: “Queste persone rappresentano infatti gran parte del Ticino, dal Mendrisiotto al Luganese, per poi andare a Bellinzona e Locarno, ma guardando anche alle Valli legate ai nostri agglomerati”.

Gli esclusi

Parlando invece degli esclusi, negli scorsi mesi diverse persone avevano mostrato interesse per la sfida a Berna. Tra di essi, l’attuale municipale di Lugano ed ex consigliere agli Stati Filippo Lombardi, ma anche il presidente del Centro Fiorenzo Dadò. Come mai la Commissione Cerca ha scelto altrimenti? “Per quanto riguarda il presidente Dadò, lui ha deciso di mettere davanti a tutto il partito e il progetto di rinnovamento del partito. Per quanto riguarda invece Filippo Lombardi, anche con lui abbiamo avuto modo di parlarne e lui stesso ne ha parlato anche con Fabio Regazzi, dove si è reputato che in questa fase il candidato giusto per gli Stati fosse appunto Regazzi”. Inoltre “non dimentichiamo che Filippo Lombardi ha preso anche un impegno presso la Città di Lugano quale municipale e lo vuole portare avanti con una certa linearità di idee e di obiettivi”.

Seggio Romano, Dadò: “Lo proteggeremo con i denti e con le unghie”

L’obiettivo del Centro, lo ripetiamo, è quello di mantenere due seggi al Nazionale e riprendersi quello agli Stati. Il gruppo parte già forte con una buona elezione a livello cantonale, “ma sarà il popolo a decidere: quattro anni fa senza la congiunzione noi avremmo avuto solo un seggio al Nazionale, quest’anno miriamo a riuscire a mantenere sia il seggio di Regazzi che di Romano”, ci ha spiegato Fiorenzo Dadò. Qualche timore, quindi, non manca. “Naturalmente sarà il popolo a decidere se preferisce avere una deputazione costruttiva, una moderata o se preferirà invece avere gli estremi”. Il seggio lasciato libero da Marco Romano è ora sotto attacco da parte dell’UDC, ma Dadò sottolinea come il suo partito “non faccia sfide con nessuno, non è nella nostra natura combattere contro qualcuno”, aggiungendo che “abbiamo una serie di temi e proposte, nonché un modo di fare politica molto concreto e costruttivo, ed è questo che proponiamo ai ticinesi”. Dadò sostiene poi che Marchesi avrebbe già dichiarato che l’UDC vuole riuscire "a tutti i costi a portar via il seggio attualmente occupato da Romano, quindi noi lo difenderemo coi denti e con le unghie". Una dichiarazione che Piero Marchesi, tuttavia, ci ha spiegato di non aver mai fatto, ma di aver "chiaramente detto che l’UDC ambisce a ottenere un altro seggio al Nazionale, ma non ho indicato a chi lo vorremmo sottrarre. Anche perché non sono io a poterlo definire, ma gli elettori".

Per gli Stati corre Regazzi

“Oggi c’è un seggio libero lasciato da Marina Carobbio e noi concorriamo con Fabio Regazzi, che è un politico molto serio e pratico. Inoltre, ha dimostrato di saper lavorare per il Cantone, e soprattutto concretizzare”, ha sottolineato Dadò, precisando che per quattro anni il partito ha avuto “due senatori dove nella stragrande maggioranza dei casi un voto annullava l’altro: il Ticino non merita questo, ma due persone che portano avanti il lavoro a favore del Cantone e dei ticinesi in maniera unita e compatta”. Ma a non rientrare fra gli estremi c’è anche il PLR. “Diciamo che il PLR concorre anche lui con un candidato sicuramente molto valido come Alex Farinelli: vedremo chi vincerà”. Sempre parlando di PLR, la mancata alleanza ha sicuramente lasciato un po’ di amaro in bocca, almeno a Dadò. “Diciamo che era un progetto che io pensavo di riuscire a portare avanti nei 4 anni appena trascorsi. Purtroppo non è stato così, ma non è detto che nel prossimo futuro non si riuscirà a fare qualcosa di positivo, soprattutto al Centro”. Inizialmente si pensava che anche Dadò si lanciasse nella corsa per Berna, ma così non è stato. “Avrei potuto, non ci sarebbe stato nessun ostacolo, tuttavia ho deciso di condurre il mio partito fino alla fine: ho iniziato a fine 2016 e abbiamo in mente un progetto di rinnovamento. Siamo già riusciti a fare qualcosa, ma abbiamo ancora tanto da fare e un partito ha bisogno di qualcuno che lo conduca e non solo di candidati”. Dadò ha infine confermato la sua intenzione di restare al timone del partito in quanto le cose da fare “sono ancora tante, poi si vedrà”.