
Il Festival Internazionale del fim di Locarno ha ricevuto quest'anno diverse critiche. In sintesi: il livello dei film era basso, al solito mancavano le star e dunque un buon veicolo promozionale sui media nazionali e mondiali, senza il Grand Hotel ed il fantomatico Palazzetto del cinema mancano le strutture. E la pioggia ha fatto il resto. Risultato: al Pardo il pubblico è in calo.E così oggi, sulla Regione Ticino, l'ex direttore artistico del Pardo Marco Müller spara sul presidente Marco Solari, sull'ex direttrice artistica Irene Bignardi e sull'intero CdA del Pardo. E per farlo si rifà alle critiche rivolte qualche settimana fa al Festival dal responsabile della sezione cinema dell'Ufficio federale della cultura, Nicolas Bideau, che chiedeva - per rilanciare il festival di Locarno - più lustrini, pailettes, glamour e star americane da una parte e dall'altra più sperimentazione cinematografica."Nicolas Bideau - ha sparato Müller - ha formulato in modo prolisso una mia vecchia idea, quella di trasformare Locarno in una Sundance europea, una vetrina del cinema indipendente continentale. Purtroppo nel 2001 è stata fatta una scelta drammatica, la cui responsabilità ricade tutta sul presidente del festival, sul consiglio di amministrazione, sulla direttrice artistica. Una scelta che non ha visto la consultazione degli ex direttori come ero io e com’era David Streiff. Si è scelto di giocare l’impossibile carta di sfidare Cannes, Venezia, Berlino, quando la forza del Festival di Locarno era quella di difendere lo spazio che aveva negli anni acquisito a livello mondiale. Si è sconvolta l’idea del festival. Frédéric Maire ha cercato di riportarlo sulla vecchia e sicura strada, quella che negli anni ’90 vedeva la rassegna camminare sicura su due gambe: Piazza Grande e la ricerca. Una scelta di spettacolo e di esplorazione del mondo cinematografico, che ha avuto risposte importanti come 12 mila persone in piazza per vedere un film e la scoperta di tanti nuovi autori". "Il mondo del cinema - replica Marco Solari ai nostri microfoni - è uno mondo che ha a volte ha anche bisogno di polemica. Questo ultimo tentativo di polemizzare mi lascia perplesso. Il Festival del film di Locarno è cresciuto con Bignardi e Maire così com'era cresciuto con i direttori artistici precedenti". "La scelta della formula del festival A - aggiunge Solari - è stata scelta da Irene Bignardi e ha dato i suoi frutti. Oggi il Festival del film di Locarno è più forte che mai. E' accettato mondialmente. E le ultime edizioni sono state un successo. Non capisco bene perché Marco Müller se la debba prendere con chi è arrivato dopo di lui. Sono sorpreso. E perplesso. In questo caso Müller manca di stile".red
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