
“Appena abbiamo capito che dovevamo chiudere il ristorante non ci abbiamo messo tanto a cambiare rotta”, spiega Mirko Rainer dell’Ateneo del vino di Mendrisio. “Abbiamo portato avanti quello che era un piccolo ramo dell’azienda, il take away e home delivery. E adesso viviamo al 100% di questa cosa”, racconta lo chef. Lui come tanti ha dovuto cambiare modo di lavorare. “È un momento strano da una parte e diverso dall’altra, perché si naviga un po’ a vista”, racconta ai microfoni di Teleticino, “io cerco di vedere la cosa con uno spiraglio di positività, l’importante è non stare lì a piangersi addosso”.
Ma la domanda che si fanno tutti è una sola: può bastare la consegna a domicilio per tenere in piedi un ristorante? “Sono solo delle gocce, però una goccia è meglio di niente. Nel nostro caso non può bastare, i fattori sono tanti: c’è la grandezza del locale, l’affitto da pagare, gli stipendi”. Insomma, il delivery è un modo di non farsi abbattere dalla crisi, ma a lungo termine non basterà per tenere in piedi i locali. Anche perché ci sono i giorni che vanno bene e quelli no. “Non è sempre Pasqua”, spiega Rainer, “ci sono giornate dove facciamo diverse consegne, ma capitano quelle in cui si fa poco o niente e si usa il tempo per fare altro”.
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