
Non solo il sindaco di Lugano e presidente del CdA di LASA Marco Borradori e il direttore di Lugano Airport Maurizio Merlo: anche il direttore del Dipartimento del territorio (DT) Claudio Zali ha appreso “con una buona dose di delusione” della decisione di Swiss di rinunciare al collegamento con Zurigo dopo gli ormai noti dissesti finanziari di Adria Airways. “Non è quello che mi sarei aspettato dalla compagnia di bandiera”, ha commentato a Ticinonews.
Il Cantone, tuttavia, non resterà con le mani in mano: “Sarebbe sbagliato rassegnarsi a una decisione presa unilateralmente senza alcuna comunicazione preventiva e sull’onda del fallimento di Adria. Swiss, per il nome che porta, deve risponderne alla Confederazione”.
Per il direttore del DT “la politica cantonale e quella federale hanno delle domande da porre e caso vuole che il vicepresidente di LASA Filippo Lombardi sia anche un politico molto influente e livello federale e si farà interprete del disagio dello scalo e del Ticino”.
L’impressione, come già ribadito anche da Borradori, è che Swiss abbia colto la palla al balzo per ‘disfarsi’ di un collegamento non più prioritario. “Come pretesto è debole: non siamo falliti noi bensì una sua ausiliaria. Logica vuole che Swiss faccia degli sforzi per trovare una sostituta: a differenza di LASA ha infatti un diritto di subappalto all’estero”. Proprio riguardo questo punto, ricordiamo, la direzione di LASA ha recentemente scritto a Berna per informarsi sulla possibilità di ottenere una deroga al principio di cabotaggio: “A maggior ragione, ora, c’è un margine di manovra dopo questo disimpegno vergognoso. Gli scali regionali che creano indotto sul territorio vanno tutelati, altrimenti resteranno tagliati fuori. La loro sopravvivenza non deve essere determinata dalla volontà o dai capricci di una compagnia”.
Sul tavolo c’è ancora il messaggio governativo per l'aumento della quota di partecipazione finanziaria. Nelle scorse settimane, lo ricordiamo, il direttore del DT aveva ribadito che senza aviazione di linea sarebbe saltato. “Sarebbe saltato in caso di decisione politica a priori di chiudere lo scalo ai voli di linea. L’intenzione è quella di mantenerli, sopperendo a questa defezione o con compagnie estere oppure in autonomia, noleggiando gli aeromobili necessari”, ha spiegato. Ergo, l'impegno del Cantone è confermato.
Infine, Zali ha replicato a quanto ipotizzato dal consigliere comunale ecologista Nicola Schoenenberger, ovvero di ripensare le grandi opere pianificate in base a uno scalo pienamente operativo. Un’ipotesi rispedita al mittente: “Il progetto della circonvallazione, che è quello che in passato aveva presentato i maggiori conflitti con lo scalo, è stato ridisegnato ed è ora compatibile con l’attività dell’aeroporto, qualunque essa sia. Il tram-treno lo è anche di più: ricordo che la nuova linea si situa un centinaio di metri più indietro del vecchio tracciato e migliora notevolmente la situazione attuale”.
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