
Le domande di permesso si fanno completamente digitali. Fino ad oggi chi voleva presentare una richiesta doveva stampare i dovuti formulari, firmarli, allegare i relativi documenti ed inviarli al Cantone. Ora l'amministrazione cantonale conclude un processo di digitalizzazione iniziato nel 2017. «A partire dall'inizio di agosto tutto il processo si farà online. Si avvia la richiesta, alla quale segue una conferma di ricezione. Segue una richiesta di caricamento di documenti: quando questi sono completi vengono trasmessi all'amministrazione, che comincia già con la valutazione del permesso», spiega la capa Sezione della popolazione Silvia Gada.
Oltre 700 lettere al giorno, in media
La novità non è da poco per un ufficio che si trova a dover trattare in media circa 700 dossier al giorno, di cui un centinaio incompleti. «Dei collaboratori e delle collaboratrici potranno essere trasferiti nei servizi poi dove le domande vengono valutate», spiega Gada. «In questo modo rinforziamo le valutazioni e rinforziamo i servizi per poter poi rispondere più velocemente». Grazie al nuovo processo completamente digitale dovrebbe migliorare anche il tracciamento delle pratiche. Per l'utenza, una procedura digitale permette di avere riscontri immediati e di disporre di un referente unico. Più in generale, «attraverso un processo completamente digitale l'obiettivo è quello di semplificare l'interazione tra il richiedente e l'ufficio della migrazione. Da un lato non avremo più dei collaboratori e collaboratrici che devono aprire circa 700 buste ogni giorno, dall'altra parte eviteremo anche di dover continuare a sollecitare documenti mancanti perché lo farà già direttamente la piattaforma nei confronti del richiedente», illustra il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi. Tutto ciò, senza rinunciare ai protocolli legali già in essere. Ma non solo: «prevediamo di mettere questi strumenti che stiamo sviluppando all'interno del dipartimento di istituzioni a disposizione degli altri servizi dell'amministrazione cantonale, proprio nell'ottica di essere più aderenti rispetto alle richieste o le aspettative dell'utenza, che sono cittadini, aziende e comuni», prosegue Gobbi.
Il saluto di Silvia Gada
La misura, come detto, entrerà in vigore ad agosto. In conferenza è stata definita «un regalo di Silvia Gada». Infatti, agosto sarà anche il mese in cui Silvia Gada lascia l'incarico di capa Sezione della popolazione: «ringrazio veramente di cuore tutte le collaboratrici e tutti i collaboratori per il sostegno e per aver lavorato con me, non per me. Dal primo settembre avrò nuove sfide in altri ambiti, non so ancora quali», conclude la capa Sezione.

