
Dopo il centro di vaccinazione a Rivera, attivo dallo scorso 12 gennaio, entrano in funzione oggi anche quelli di Ascona e Tesserete, che accoglieranno le persone over 80 che hanno preso appuntamento presso il numero verde cantonale (0800 128 128). Appuntamenti che sono già tutti esauriti e grazie all’apertura di questi checkpoint, il potenziale di vaccinazione nel Cantone viene triplicato: si passa da 200 a oltre 600 vaccinazione al giorno.
Moderna al posto di Pfizer
Contrariamente a quanto previsto inizialmente non si procederà con la somministrazione del vaccino Pfizer, ma con quello di Moderna, che era invece destinato alla vaccinazione di prossimità perché meno complicato da gestire. Il motivo è legato ai ritardi nelle forniture del vaccino di Pfizer, dovuti a un riadattamento del centro produttivo belga di Puurs, che ha costretto le autorità cantonali a rivedere il loro piano di organizzazione. Delle 11’700 dosi previste per gennaio, ne arriveranno infatti solo 9750 (-1950 dosi). A queste si aggiungono quelle che mancheranno a febbraio, per una riduzione totale di 6’825 dosi.
La riorganizzazione del piano di vaccinazione
Le autorità hanno quindi sospeso i nuovi appuntamenti di prossimità nei comuni, ma le persone sopra gli 80 anni potranno continuare ad annunciarsi presso le cancellerie. Gli appuntamenti già fissati invece sono confermati. È inoltre garantita la somministrazione del secondo vaccino per quelle persone che hanno ricevuto le prime dosi di Pfizer. “Abbiamo dovuto accantonare il vaccino di Pfizer nei centri di Rivera, Ascona e Tesserete per garantire la seconda vaccinazione nelle case anziani e per quelle persone che hanno già ricevuto la prima dose, garantendo i termini di somministrazione, che vanno tra i 21 e 42 due giorni” ha spiegato Paolo Bianchi, Direttore della Divisione della salute pubblica, ai microfoni di Teleticino, dicendosi comunque fiducioso per le prossime forniture da parte dell’azienda farmaceutica statunitense. “Tutte le indicazioni che giungono dalla ditta produttrice così come dal Consiglio federale lasciano intendere che sia un problema temporaneo, che potrà essere risolto dalla metà di febbraio”, ha sottolineato Bianchi. “Attendiamo anche il via libera di AstraZeneca, mentre per Moderna non abbiamo segnalazioni di ritardi nelle forniture”. Attualmente il bilancio della campagna è positivo, ha aggiunto Bianchi, facendo anche notare che nella giornata di sabato non si sono registrati nuovi contagi nelle case anziani. Cosa che si è ripetuta anche nella giornata di domenica. Un effetto di “una minor circolazione del virus nella società, ma che forse è legato anche all’effetto protettivo della vaccinazione”, ha commentato Bianchi.
I ritardi nei rifornimenti travalicano i confini nazionali
Il Canton Ticino non è l’unico a essere interessato dai ritardi nelle forniture di Pfizer. Altri Cantoni sono stati costretti a rallentare la campagna. Delle 3000 dosi di vaccino pattuite il 18 gennaio 2021 per il Canton Grigioni, l’Ufficio dell’igiene pubblica ne ha ricevute soltanto 1000. Anche qui sono tuttavia assicurate le seconde dosi per le persone che si sono già sottoposte alla vaccinazione nelle case per anziani e di cura. Lo stesso consigliere federale Alain Berset, in un incontro con i media lo scorso giovedì ha affrontato il problema delle forniture e il collo di bottiglia che riguarda il preparato di Pfizer/Biontech. Stando al ministro della sanità, il governo ha sempre fatto i conti con la possibilità che sorgesse un problema del genere. Ciò rallenta il ritmo di vaccinazione, ma è un problema che non riguarda solo la Svizzera ma il mondo intero, ha fatto notare Berset. Dal canto suo Lukas Engelberger, direttore della Conferenza dei direttori cantonali della sanità pubblica, ha sottolineato di comprendere l’impazienza serpeggiante tra la popolazione, specie per quelle persone che appartengono a gruppi a rischio che non hanno ancora potuto accedere al vaccino. I Cantoni, ha spiegato, “fanno del loro meglio”.
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