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Ticino
Da Milano contestato il video sulla Verzasca
Da Milano contestato il video sulla Verzasca
Da Milano contestato il video sulla Verzasca
Redazione
9 anni fa
Una pagina Facebook, che ne aveva parlato nel 2015, bacchetta gli autori: "Quella non è una piscina"

Non solo complimenti per il video girato da Capedit per esaltare la bellezza della Valle Verzasca. Un video che, ricordiamo, è stato visto più di 2,7 milioni di volte e che, a detta di molti, ha causato un considerevole aumento dell’afflusso di turisti in Valle. Con tutti gli strascichi polemici del caso.

Ebbene, come detto, c’è anche chi non ha gradito il lavoro dei quattro ragazzi. Si tratta della pagina Milano Segreta, che nel 2015 aveva pubblicato le foto “di un luogo a dir poco meraviglioso” come consiglio per un weekend fuori dalla Lombardia.

Secondo l’autore del post, Angelo, i quattro ragazzi hanno girato il video “omettendo tutte le informazioni assolutamente da sapere” sulla sicurezza e sul rispetto dell’ambiente. Si è trattato, quindi, di “un video buttato lì, fatto per creare stupore, condivisioni, like”.

Nel 2015, si legge nel post di Milano Segreta, l’autore aveva specificato “di non lasciarsi soggiogare dalla bellezza perché è una ‘bellezza mortale’: la Verzasca, per quanto incantevole è pericolosissima, per via della violentissima corrente, i vortici e le acque ghiacciatissime! Vi sono infatti diversi cartelli sparsi nella valle che avvertono del pericolo di morte (nella Verzasca ci sono stati e ci sono, molti morti)”.

“Uno di quei luoghi insomma dove trascorrere un weekend per fuggire dal caos e dalle folle, dove poter anche sicuramente fare il bagno (per chi ha il coraggio di immergersi nelle gelide acque e per chi sa nuotare davvero bene) ma con molta, molta cautela.”

Nel video di Capedit “le persone in questione si tuffano, nuotano come nulla fosse” e “il risultato è quello che vedete in foto, dopo centinaia di migliaia di condivisioni di quel video: un luogo magico preso d'assalto da persone che evidentemente credevano di poter rimanere spiaggiati sulle rive come al mare, o di poter fare il bagno tranquillamente come in piscina”.

“La Valle Verzasca sta vivendo periodi non proprio belli, e gli abitanti del posto sono (giustamente) arrabbiati, anche perché potete immaginare cosa causano queste folle a boschi e quant'altro, se ci si trova in presenza di persone poco civili, con auto parcheggiate barbaramente (Lavertezzo il paese in questione è un piccolo paesino), turisti mordi e fuggi che non hanno rispetto di nulla, sigarette lasciate per terra e molto altro”.

“Ebbene – conclude l’autore -vorrei fare un appello: la Valle Verzasca non è una piscina, ma un luogo con un delicato ecosistema. Chi come questa pagina ha un certo seguito di persone, ha il dovere di accompagnare le attrazioni turistiche con un vademecum di buon comportamento da tenere”.

“È più semplice di quanto si possa immaginare. Le cose da imparare per la montagna sono poche: non abbandonare rifiuti, non urlare, ci sono animali selvatici che abitano i monti, lungo i sentieri i cani vanno tenuti al guinzaglio, i prati non sono dei parcheggi. Fate prevalere il senso di rispetto e di cura verso l’ambiente!”

(Foto: MilanoSegreta)

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