
C'è un giovane architetto italiano che tiene alto il buon nome di Mendrisio, e in particolare della sua Accademia: si chiama Ottavia Messori, emiliana, ha 29 anni e da più di tre lavora a New York, in un prestigioso studio. «Dopo la laurea all'U.S.I. – spiega – sono venuta subito qua, presentando il mio portfolio. Sono stata presa dallo studio “John Fotiadis Architect”, dove ho trascorso quattro mesi; quindi, nel febbraio 2015, sono entrata nello “Spivak Architects”, a Manhattan, dove tuttora lavoro.»
Quelli ticinesi sono stati anni intensi per il futuro architetto: «E' una scuola dura, selettiva, per entrarvi e soprattutto per restarci, con gran parte delle lezioni in inglese avendo io molti docenti stranieri: ma mi ha dato la possibilità di fare negli Usa sia lo stage, a New York, sia l'anno di scambio, in Virginia, quindi mi ha dato la spinta a venir qui». Dell'Accademia aveva letto l'anno della maturità: «Stavo finendo il liceo scientifico a Correggio, la mia città: ho saputo di un “open day” e sono andata. Mi piacque subito, mi colpì molto l'atelier, così decisi di fare il test d'ingresso in giugno ...ed eccomi qua».Sarà un caso, ma l'architetto Messori proviene dalla cittadina reggiana in cui, dal Rinascimento ai giorni nostri, sono nati o vissuti molti personaggi “creativi”, nei più diversi campi, non solo artistici: dal pittore Antonio Allegri, detto appunto “il Correggio”, fino allo scrittore Pier Vittorio Tondelli e al rocker Luciano Ligabue. Del periodo momò, dei compagni di studi e degli insegnanti, racconta: «Si vive a tempo pieno nell'ateneo, è un “laboratorio” permanente di creatività; dei professori ricordo in particolare Valerio Olgiati, con cui mi sono diplomata discutendo un progetto di torri residenziali nella periferia di Lugano; e Go Hasegawa, che qualche tempo fa ho rivisto, per caso, a New York, per strada».In questi anni newyorkesi Ottavia Messori si è occupata di edilizia civile e commerciale, di interni e di esterni: «Appartamenti, alberghi, spazi ricreativi, negozi, uffici, sia nuovi sia ristrutturazioni. Ora per esempio stiamo lavorando a un progetto davvero grande, un hotel da 600 camere». Una vita dunque professionale già fitta di impegni e soddisfazioni, anche se lontana da casa e dai colleghi di università: ma per l'architetto Messori una cosa è certa, «il periodo in Ticino è il patrimonio più grande che ho portato con me».
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