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Canicola
Da lunedì cantieri chiusi alle 15, Bagnovini: "Chiuderli del tutto è impensabile"
© Shutterstock - Ticinonews
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Redazione
3 anni fa
Mercoledì 16 agosto sono terminate le vacanze dell'edilizia, ma non tutti i cantieri hanno aperto: qualcuno aspetta infatti lunedì, quando per la prima volta entrerà in vigore quella norma del nuovo contratto cantonale dell'edilizia che prevede che i cantieri alle 15 in caso di allerta canicola di grado 4 debbano chiudere. A Ticinonews ne abbiamo parlato con Nicola Bagnovini, direttore della Società svizzera impresari e costruttori sezione Ticino.

Mercoledì 16 agosto sono terminate le vacanze dell'edilizia, ma non tutti i cantieri hanno aperto: qualcuno aspetta infatti il prossimo lunedì, quando per la prima volta entrerà in vigore quella norma del nuovo contratto cantonale dell'edilizia che prevede che i cantieri, in caso di allerta canicola di grado 4, debbano chiudere alle 15. A Ticinonews ne abbiamo parlato con Nicola Bagnovini, direttore della Società svizzera impresari e costruttori sezione Ticino. “Per l’allerta canicola di grado 4 è stato siglato quest’anno un nuovo articolo di contratto che prevede che la durata massima della giornata lavorativa sarà di otto ore (senza calcolare le pause) e il termine massimo per chiudere il cantiere è fissato alle 15”, ci ha confermato Bagnovini. L’allerta è però arrivata solo oggi: i datori di lavoro devono quindi organizzarsi in vista di lunedì. “La Società impresari costruttori ha immediatamente emesso questa comunicazione, ma i datori erano relativamente pronti, perché se ne parlava già negli giorni scorsi della possibilità di passare dal livello 3 al 4”. Anche se pronti, non sarà facile organizzarsi per l'inizio della prossima settimana, “anche perché molte imprese inizieranno sui cantieri proprio quella mattina”. L’idea è quindi quella “di anticipare la giornata lavorativa alle 6 a partire da martedì 22 agosto, confidando anche nella comprensione e nella tolleranza dei Comuni, degli enti pubblici e della popolazione, proprio per poter lavorare durante le ore più fresche e chiudere al massimo alle 15, quindi una volta raggiunte le otto ore”. Questo esperimento è una novità e bisognerà valutare bene come andrà effettivamente, “soprattutto per rapporto alla gestione dei cantieri più complessi, dove ci sono altri corpi di mestiere che vi stanno lavorando, quindi non è solo l'impresa di costruzione”. Bagnovini ricorda infatti che questa misura interesserà in primis il settore dell’edilizia, “quindi gli artigiani non hanno quest’obbligo”.

Controlli per il rispetto della misura

Anche se fiduciosi del rispetto di questa misura, verranno comunque effettuati dei controlli nei cantieri. “C’è la Commissione paritetica cantonale che ha tra i suoi compiti il controllo del contratto collettivo, quindi si sorveglierà assieme ai sindacati”. Se queste ultime mattinate hanno dato un po’ di frescura grazie alle piogge notturne, nei prossimi giorni il caldo sarà insostenibile già nelle prime ore del mattino “e credo quindi che dopo 8 ore di lavoro sia anche giusto smettere, proprio per preservare la salute dei lavoratori”, dice sempre Bagnovini. Questa clausola ha visto una lunga discussione al tavolo delle trattative con i sindacati, è da considerarsi proporzionata ora? “Questa misura interessa tutti: dobbiamo affrontare la situazione con pragmatismo, quindi cercare di creare delle condizioni di contratto che siano applicabili e che non mettano in pericolo la conduzione del cantiere”. Bagnovini ci ha poi spiegato che si valuterà di volta in volta se saranno necessari o meno dei correttivi da apportare, “perché anche questo è importante in quanto si tratta di una novità, ma sono sicuro che la gestiremo al meglio”.

La richiesta di Unia

In merito alla canicola, a prendere posizione oggi ci ha pensato anche UNIA a livello nazionale inoltrando un comunicato. Il titolo era di impatto, ma la spiegazione data da Unia era diversa dal titolo. Nel comunicato si legge come sia difficile rispettare tutte le precauzioni per combattere il caldo, soprattutto quando i cantieri hanno delle scadenze precise e delle penali nel caso non consegnino il lavoro in tempo. Il dito viene puntato in particolare contro i costruttori pubblici: queste penali impediscono davvero di far respirare i lavoratori? “Non è così. È vero che ci sono dei programmi lavorativi che vanno rispettati altrimenti ci potrebbero essere delle penali, ma che io sappia non è mai successo che un committente pubblico – come FFS o USTRA – abbia imposto penali a causa dei ritardi dovuti alla canicola o al maltempo”. Bagnovini spiega infatti che anche con condizioni meteo sfavorevoli – come la pioggia forte – non è possibile lavorare, “ma non per questo scattano queste multe”. Inoltre, il discorso canicola è diverso “in quanto le ore perse durante quelle giornate o vengono recuperate o sono già state immagazzinate in un conta-ore nel momento in cui la meteo permette di lavorare di più. Se oggi lavoro meno, lavorerò di più nei prossimi giorni”. Il discorso canicola si presenta inoltre solamente d’estate, “dove cerchiamo sempre di fare delle pause regolari e trovare un sistema per fornire acqua ai lavoratori. L'operaio quindi si autoregola, non sono cinque minuti in più o in meno a fare la differenza sul programma”. Bloccare i cantieri non è quindi una soluzione per Bagnovini, “perché vorrebbe dire recuperare queste ore o spalmarle in giornate che diventano poi estremamente lunghe, su cui il sindacato non sarebbe comunque d’accordo. Bisogna lavorare con metodo, ma sicuramente non si chiuderanno i cantieri”.

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