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Ticino
Da Lugano lavorava per il clan mafioso
Redazione
12 anni fa
Un 38enne italiano con permesso B a Savosa, arrestato martedì, faceva da ponte per il clan Pensabene, per il quale ha riciclato migliaia di soldi

Tra i 39 arrestati martedì dalla Direzione distrettuale antimafia di Milano per associazione mafiosa al clan Pensabene figura anche un 38enne italiano con permesso B di quattro anni a Savosa. Come anticipato martedì dal portale Giornale del Ticino, si tratta di Emanuele Sangiovanni, considerato dagli inquirenti come un’importante pedina di una vasta organizzazione criminale, per la quale il 38enne portava le risorse al di qua e al di là del confine.

I proventi di alcune operazioni sembra siano stati coperti dal famoso scudo fiscale e l’esistenza di alcune società con sede a Lugano servivano al riciclaggio di ingenti flussi di denaro. Due di queste Sa figurano in liquidazione, mentre le altre due, di cui il 37enne figurava amministratore unico, sono ancora attive anche se intestate a un altro nome.

Giunto a Savosa nel 2009, l’uomo disponeva di un permesso B e abitava con moglie e figli in uno dei 46 appartamenti del complesso immobiliare denominato Cascina di Rovello. Secondo quanto riporta la Regione l’uomo sarebbe stato una persona gentile e poco appariscente.

Finito nelle intercettazioni telefoniche, come gli altri componenti del clan, il 37enne è stato arrestato a Milano e ora è rinchiuso nel carcere di massima sicurezza di Opera con l’accusa di partecipazione ad associazione mafiosa, esercizio abusivo di attività creditizia e intestazione fittizia di società e di beni.

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